{"id":10592,"date":"2013-06-29T10:24:10","date_gmt":"2013-06-29T08:24:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.devapp.it\/wordpress\/?p=10592"},"modified":"2013-06-29T10:24:48","modified_gmt":"2013-06-29T08:24:48","slug":"the-design-of-everyday-things","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.devapp.it\/wordpress\/the-design-of-everyday-things\/","title":{"rendered":"Donald A. Norman: The Design of Everyday Things"},"content":{"rendered":"<p>Ho appena terminato di leggere &#8220;<a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/0465067107\/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=0465067107&#038;linkCode=as2&#038;tag=de0d-21\" target=\"_blank\">The Design of Everyday Things<\/a>&#8221; di Donald A. Norman (grazie ad un gentile omaggio di un utente di questa board \ud83d\ude09 ) e vorrei condividere con voi le mie impressioni.<br \/>\nInnanzitutto una doverosa premessa: il libro parla di design, di psicologia e di argomenti dei quali non posso reputarmi un esperto, quindi il mio giudizio potrebbe essere influenzato dalla mia inesperienza in questi campi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/0465067107\/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=0465067107&#038;linkCode=as2&#038;tag=de0d-21\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.devapp.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/The-Design-of-Everyday-Things-Cover.jpg\" alt=\"The-Design-of-Everyday-Things-Cover\" width=\"250\" height=\"378\" class=\"alignleft size-full wp-image-10606\" srcset=\"https:\/\/www.devapp.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/The-Design-of-Everyday-Things-Cover.jpg 331w, https:\/\/www.devapp.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/The-Design-of-Everyday-Things-Cover-198x300.jpg 198w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a> <strong><a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/0465067107\/ref=as_li_qf_sp_asin_il_tl?ie=UTF8&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=0465067107&#038;linkCode=as2&#038;tag=de0d-21\" target=\"_blank\">The Design of Everyday Things<\/a><\/strong><br \/>\nDonald A. Norman<br \/>\nMIT PRESS Edition<br \/>\nEUR 11,68<\/p>\n<p>Cos&#8217;\u00e8 &#8220;The Design of Everyday Things&#8221;? \u00c8 un testo piuttosto vecchio, la sua prima edizione risale al 1988, scritto dal prof. Donald Norman, l&#8217;uomo universalmente riconosciuto come uno dei padri fondatori dell&#8217;interaction design.<br \/>\nIn questo libro Norman espone con un linguaggio molto semplice i concetti che stanno alla base dei suoi studi, cio\u00e8 l&#8217;interazione dell&#8217;uomo con gli oggetti pi\u00f9 o meno complessi che lo circondano.<\/p>\n<p>In poco pi\u00f9 di 200 pagine l&#8217;autore tenta di spiegare <em>perch\u00e9<\/em> l&#8217;uomo interagisce con oggetti diversi in modo diverso, perch\u00e9 un telefono pu\u00f2 essere pi\u00f9 complicato da usare di una macchina da scrivere, perch\u00e9 continuiamo a spingere le porte che vanno tirate e viceversa. Alcune volte durante la lettura del libro ho avuto l&#8217;impressione che il tutto nascesse da una difficolt\u00e0 personale dell&#8217;autore nell&#8217;utilizzare certi oggetti ma ovviamente non \u00e8 cos\u00ec, \u00e8 il nostro cervello che funziona in modi ben precisi e sta al designer comprendere questi meccanismi e rivolgerli a proprio favore, se non lo fa o lo fa nel modo errato l&#8217;oggetto diventa <i>difficile<\/i> da utilizzare.<\/p>\n<p>Chi ha gi\u00e0 letto in passato qualcosa riguardante il design delle applicazioni (fossero anche le apple human guideline) ritrover\u00e0 nel testo molte similitudini, anche se \u00e8 bene specificare che in questo testo Norman non fai mai riferimenti espliciti alle interfacce digitali, ricordiamoci che \u00e8 un testo del 1988!<br \/>\nAd esempio tutti gli sviluppatori hanno ormai chiara la necessit\u00e0 di fornire un adeguato feedback all&#8217;utente, di vincolare il numero di scelte possibili alle sole scelte valide, mostrare lo stato del sistema, rendere trasparente il modello e la logica sottostante etc, quello che \u00e8 sorprendente \u00e8 notare che queste informazioni non nascono con il digitale, ma bens\u00ec stanno alla base di tutta la logica dell&#8217;interaction design perch\u00e9 anche una banale porta, se non progettata in modo da &#8220;suggerire&#8221; il corretto modo di utilizzo e &#8220;evitare&#8221; quelli errati pu\u00f2 rappresentare una frustrazione.<br \/>\nImmaginate ad esempio una porta scorrevole dotata di uno di quei maniglioni antipanico&#8230;nessuno capirebbe che \u00e8 una porta scorrevole, ma tutti proverebbero a spingerla.<\/p>\n<p>Nel complesso la giudico quindi una lettura molto utile per tutti: sviluppatori, designer e anche semplici &#8220;uomini della strada&#8221; perch\u00e9 offre davvero un modo diverso di guardare gli oggetti di tutti i giorni e anche di guardare noi stessi con i nostri limiti, con la nostra necessit\u00e0 di schemi, di spiegazioni e di associazioni mentali. Ad esempio oggi ho scoperto l&#8217;esistenza qui a Milano di un biglietto per i mezzi pubblici valido il venerd\u00ec ed il sabato, si tratta di un biglietto cartaceo molto semplice, identico fronte e retro se non per un piccolo testo &#8220;Venerd\u00ec&#8221; da una parte e &#8220;Sabato&#8221; dall&#8217;altra, il biglietto deve essere timbrato come \u00e8 facile intuire dalla parte del giorno corrente. Questo \u00e8 ovviamente un caso di design errato perch\u00e9 \u00e8 richiesta una specifica attenzione per utilizzare il giusto verso del biglietto, cosa non semplice se il passeggero ha una certa et\u00e0, o il mezzo \u00e8 affollato. Basterebbe usare due motivi molto diversi nei due lati del biglietto usando diversi colori e soprattutto usando del testo pi\u00f9 visibile.<\/p>\n<p>Una curiosit\u00e0: nel testo si trovano alcuni riferimenti ai computer e al mondo digitale, ma poich\u00e9 parliamo di roba scritta 25 anni fa sembra a dir poco assurda. Ad esempio l&#8217;autore cita come &#8220;novit\u00e0 per i prossimi anni&#8221; il concetto di ipertesto chiedendosi come un ipertesto possa in qualche modo favorire un&#8217;esperienza di lettura non lineare. In un altro capitolo l&#8217;autore descrive quello che per lui potrebbe essere il &#8220;calendario del futuro&#8221; ovvero un oggetto dove poter memorizzare i propri appuntamenti, essere avvisati se la data \u00e8 gi\u00e0 occupata, e sincronizzarsi con gli altri calendari di casa e dei familiari tramite un bus di comunicazione senza fili.<\/p>\n<p>Parliamo del 1988 e Norman stava gettando le basi di iCal e iCloud. (e di altri mille sistemi analoghi) Ci sono voluti 25 anni affinch\u00e9 quello che lui aveva in mente potesse diventare realt\u00e0&#8230;chi adesso \u00e8 in grado di pensare a qualcosa che vedr\u00e0 la luce solo tra 25 anni?<\/p>\n<p>Buona lettura!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho appena terminato di leggere &#8220;The Design of Everyday Things&#8221; di Donald A. 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