VI (con tutti i suoi derivati) è uno degli editor di testo più diffusi nel mondo dei sistemi che discendono da Unix, distribuzioni Linux in primis. Una volta acquisita confidenza con il suo particolare approccio al codice si rivela uno strumento estremamente produttivo. A volte può capitare di non essere soddisfatti del set di colori per esso impostato di default, situazione peggiorata dal tipico colore nero assunto dallo sfondo degli ambienti da riga di comando. In questo post, vediamo proprio come cambiare i colori dell’editor VI.
Prendiamo, ad esempio, il seguente script aperto nella shell bash di Linux:
Come si può notare il colore blu scuro del commento rende i caratteri poco leggibili. L’editor dispone di una raccolta di palette di colori già definite che possono essere semplicemente invocate per nome.
Si trovano nella cartella /usr/share/vim/vim74/colors/ il cui contenuto, nel nostro sistema Ubuntu Server, è il seguente:
Si badi bene che il numero 74 presente nel percorso si riferisce alla versione del software, potrebbe pertanto essere diverso nel proprio sistema.
Ogni file con estensione .vim ha per nome uno stile dell’editor pertanto potremo scrivere i nostri testi con le palette morning, desert, shine e via dicendo. Per impostare lo stile di nostro gradimento sarà sufficiente aprire l’editor e digitare (in modalità comando) :color seguito dal nome dello stile.
Ad esempio, osserviamo il precedente script con l’applicazione di set di colori differenti:
Cambi di impostazioni simili sono comodi in quanto volanti ma se si trova il proprio stile preferito lo si può impostare di default modificando (o creando se non esistente) il file ~/.vimrc ed inserirvi all’interno uno dei comandi visti poco fa specificando la propria scelta.
Quale editor di testo utilizzate per i vostri sistemi Linux e simili? Qualunque esso sia non trascurate mai aspetti di questo tipo: migliorano la leggibilità, vi rendono più produttivi e difendono la vista.
Alla prossima!




















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