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Adempimenti fiscali per sviluppatori di applicazioni mobile iOS, Android… (Parte 2) – AGGIORNATO

By Dario | on 27 Gennaio 2012 | 66 Comments
Senza categoria

agenzia-delle-entrate Torniamo oggi ad affrontare, proponendo qualche aggiornamento, un tema molto importante trattato tempo fa e utile ad ogni sviluppatore di applicazioni iPhone, Android e mobile in genere: ciò che riguarda gli adempimenti fiscali a cui occorre attenersi per esercitare questo mestiere in Italia. L’attività svolta dagli app developers consiste nello sviluppo di applicazioni per smartphone e/o tablet e, che si tratti di applicazioni iOS, piuttosto che di app Android, Windows Phone o Bada (per citarne alcuni) la vendita delle app viene effettuata nei rispettivi Store di Apple, Google, Microsoft, Samsung..

Al fine di poter pubblicare i propri applicativi su tali mercati occorre, come sicuramente saprete, aderire ai rispettivi developer program, solitamente a pagamento. Dovrete quindi accettare, tramite internet, un contratto con Apple, Google e via dicendo. Tali contratti di distribuzione tra Apple/Google e gli sviluppatori, accettati in sede di registrazione on-line e successivamente ricevuti tramite e-mail, si differenziano nell’identificazione della controparte; in particolare:

Apple (contratto come integrato con il nuovo “schedule 2”):

  1. nelle definizioni iniziali del contratto principale, come controparte principale la società USA Apple Inc., con sede in California e quindi società extra UE;
  2. successivamente, nello schedule 2, vengono indicate come agenti o commissionari, sulla base dei paesi in cui viene acquistata l’app (market di riferimento):
    • iTunes sarl – 8 Rue Heinrich Heine L – 1720 Luxembourg VAT n. LU20165772, quale commissionario. Per gli acquisti effettuati nei market indicati al punto 2 dell’exhibit A (tra cui l’Italia e gli altri stati dell’area euro)
    • Apple Inc USA o Apple Canada Inc o Apple Pty Ltd, quale agente che agisce per conto dello sviluppatore per gli acquisti effettuati rispettivamente negli store USA (e sudamericani), Canada e Astralia/Nuova Zelanda

Google:

Per il mercato Android viene identificata come controparte principale le società USA Google Inc, con sede in California e quindi società extra UE.

Gli utenti finali (che potrebbero essere privati o imprese, UE o extra UE) scaricano e acquistano gli applicativi dai diversi market, pagano direttamente Apple o Google e ricevono una fattura/ricevuta tramite e-mail da iTunes Sàrl lussemburghese (per acquisti su Apple store Italia e UE) o da Google Inc USA (per Android market). Tali ricevute non vengono inoltrate allo sviluppatore che ha rapporti diretti solo con il market.

La controparte iTunes sarl Lux o Google payments UK risulta anche nell’estratto della carta di credito utilizzata dall’utente finale per l’acquisto. Lo sviluppatore non riceve riferimenti per la fatturazione all’utente finale che acquista sullo Store. Non ha contatti né indicazioni sullo stato di privato o impresa dell’utente. Apple e oogle considerano l’acquirente finale come consumatore finale non soggetto IVA (almeno così pare sulla base di alcune risposte ai quesiti posti).
Interpellate direttamente da me al riguardo, sia Apple che Google sostengono che lo sviluppatore non deve preoccuparsi di inviare fatture all’utente finale in quanto già provvedono loro ad inviare una ricevuta (è possibile comunque inviare via mail una copia della fattura via mail ai riferimenti di contatto).
Le controparti, come da contratto, trattengono il 30% dell’incasso (a titolo di provvigione e per il servizio di commercializzazione e hosting sul market).

Per le vendite effettuate da iTunes sarl nei paesi indicati nell’exhibit B (quindi comprese quelle dei paesi europei) Apple trattiene e versa anche le imposte (applicando l’IVA del Lussemburgo 15%) e successivamente riconosce agli sviluppatori il 70% del netto ed ogni mese lo sviluppatore riceve bonifici sul proprio conto corrente, indicato in sede di registrazione.
In caso di operazioni rilevanti in Europa, quindi, Apple interviene tramite “commissionario” iTunes sarl, soggetto IVA del Lussemburgo che trattiene e versa l’IVA del Lussemburgo in quanto come luogo territorialmente rilevante dell’operazione è identificato lo stato del soggetto commissionario.
In caso di operazioni con effetto in USA, Apple interviene come “agente” e non vi è trattenuta e versamento dell’IVA da parte di Apple.
Né Apple né Google inviano allo sviluppatore fatture, ricevute o mail relative al 30% da loro incassato.
In sostanza i rapporti tra Apple/Google e lo sviluppatore si limitano agli incassi del 70% delle vendite, senza ulteriori documentazioni o comunicazioni richieste.

Ai fini della corretta fatturazione e trattamento fiscale delle operazioni degli sviluppatori di app per mobile, si ritiene che:

Ai fini IVA

L’operazione si qualifica come prestazione di servizi, in particolare servizi specifici immateriali del tipo di commercio elettronico diretto: – transazione e pagamento interamente per via telematica.
Non si considera territorialmente rilevante in Italia in quanto resa a soggetto estero o intracomunitario. La ricevuta sarà emessa ai soli fini interni italiani come “fuori campo IVA ex art 7-ter DPR 633/72”

Ai fini fiscali interni italiani occorrerà emettere tante fatture quanti sono i soggetti di riferimento dell’operazione. Quindi, in caso di vendite su vari Apple Store, ad esempio USA, GB e Italia, occorrerà emettere due fatture: una a Apple Inc USA per le vendite nello store USA e una a iTunes sarl lux per le vendite in GB e Italia.

La fatturazione tipica degli sviluppatori sarà quindi senza addebito di IVA italiana, a ciò potrebbe conseguire un cronico credito IVA annuale derivante dagli acquisti:

  • utilizzabile in compensazione con altri versamenti di imposte o ritenute
  • richiedibile a rimborso per prevalenza di operazioni non soggette ad IVA per mancanza di presupposto di territorialità
  • eventualmente evitabile con lettere di intento ai fornitori in quanto esportatori abituali

Ai fini Intrastat e Black List

Le operazioni verso iTunes sarl sono prestazioni di servizi verso un soggetto economico in Lussemburgo e quindi stato UE compreso nella Black List. Tali operazioni sono soggette all’obbligo di Intrastat e comunicazioni Black List.
Le operazioni verso Apple Inc o Google Inc, trattandosi di prestazioni di servizi verso soggetti USA, quindi un paese extra UE e non in elenchi Black List, sono escluse dagli adempimenti Intrastat e di comunicazioni Black List.

Ai fini del nuovo regime dei minimi

Fornire servizi immateriali (vendita di app) a soggetti UE ed extra UE non esclude l’applicabilità del regime agevolativo IVA dei nuovi minimi (come anche per gli ex-minimi) in quanto non si tratta di cessioni all’esportazione di cui agli art. 8, 8-bis, 9, 71 e 72, ma di prestazioni di servizi rientranti nelle casistiche dell’art. 7-ter. Quindi la fatturazione ad Apple o Google, indipendentemente che sia UE o extra UE, è compatibile con il regime dei minimi o ex minimi.
I contribuenti minimi devono comunque risultare iscritti al VIES.
Come indicato nella circolare n. 53/E del 21.10.2010 i contribuenti minimi sono esonerati anche dall’obbligo di comunicazione ai fini Black List in quanto l’adesione al regime semplificato comporta, sotto il profilo della semplificazione degli adempimenti IVA, l’esonero dalla registrazione delle fatture emesse, nonché dalla registrazione dei corrispettivi e degli acquisti.

Spero sia tutto chiaro, per un approfondimento su quest’ultimo argomento (nuovi minimi) vi rimando all’articolo dedicato che trovate a questo indirizzo.

Se avete domande non esitate a postare a fondo articolo.


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Tags: adempimenti fiscali sviluppatoriagevolazioni fiscali developersDario GrilliGuide variepartita iva sviluppatori iphonesemplificazioni contabili iOS Devtasse iphone developers

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66 Responses to “Adempimenti fiscali per sviluppatori di applicazioni mobile iOS, Android… (Parte 2) – AGGIORNATO”

  1. 9 Gennaio 2012

    Luca

    ottimo articolo, mi sono sempre chiesto se il mio commercialista avesse ragione e ora ne ho la conferma 😉

    grazie soprattutto per la parte sui minimi 🙂

  2. 9 Gennaio 2012

    Dario Grilli

    Ho inviato ad ottobre un interpello all’Agenzia delle Entrate in cui chiedevo conferma di quanto sopra. Non mi è ancora arrivata alcuna risposta, non appena ne riceverò una, o si verificherà il silenzio assenso, ve lo comunicherò!

  3. 10 Gennaio 2012

    Michel

    Ciao, sapete che non ho mica capito se per “vendere” una app io debba essere iscritto a qualche camera di commercio o meno ? Per fare del commercio elettronico sicuramente si deve essere iscritti, ma non capisco se in questo caso si applica o meno.

    Ovviamente ho la partita iva, ma come consulenza.

    M.

  4. 10 Gennaio 2012

    Luca

    interessante articolo, molto dettagliato e ben fatto; complimenti!
    chiedo una cosa banale: ma per un lavoratore dipendente senza p.iva che vende app sullo store di apple/google, come ci si deve comportare?!

  5. 10 Gennaio 2012

    Giorgio

    Salve,
    grazie per le informazioni. Io in quanto lavoratore dipendente che pubblica app sui due store, sono costretto ad aprire una partita IVA?

  6. 10 Gennaio 2012

    Davide

    Una domanda: nell’articolo si parla di intestare la fattura alla Apple USA, ma su iTunesConnect si parla di inviare una fattura in Irlanda con indirizzo di pagamento in Lussemburgo. Potreste chiarirmi questo punto? Grazie.

  7. 10 Gennaio 2012

    Michele

    Salve, anche io sviluppo sia su piattaforma iPhone che su Android. C’è un particolare che non mi torna con riguardo allo store di Google. Google permette infatti agli sviluppatori di configurare autonomamente l’addebito dell’IVA (impostazione genericamente chiamata “tax settings”) sulle app. Lo sviluppatore può scegliere autonomamente l’aliquota e i paesi a cui applicarla. Ciò in teoria contrasterebbe con quanto sopra riportato. Altro quesito riguarda la fatturazione ad Apple e Google. Entrambe le compagnie infatti non richiedono emissione di fatture e anzi ignorano completamente gli sviluppatori, non ci danno istruzioni e non dicono nè a chi intestarle né a chi vanno spedite. In questo caso vorrei sapere come ci dobbiamo comportare, anche perchè di norma la fattura va “spedita” o “consegnata”, o se ci sono delle alternative all’emissione della fattura (registro corrispettivi?) Grazie.

  8. 11 Gennaio 2012

    Luca

    Ci sono alcune cose non corrette a mio giudizio.
    Per quanto riguarda Itunes i pagamenti per le vendite in Ue avvengono da itunes Lussemburgo ed è a loro che vanno fatturate (come dice giustamente Davide) Oltretutto se non ricordo male esiste l’obbligo di invio cartaceo per gli sviluppatori lussemburghesi (Lux su Lux). Sugli importi liquidati sono già stati assolti gli obblighi IVA (tant’è che non viene versato il 70% netto, ma il 70% già dedotto del 15% di IVA Lussemburghese.
    Per quanto riguarda i paesi extra UE è necessario in qualche modo assolvere anche gli obblighi IVA in quanto viene liquidato il 70% netto del prezzo.

  9. 11 Gennaio 2012

    Dario Grilli

    @Davide e Luca: Condivido le vostre perplessità ma occorre considerare che la fatturazione deve essere fatta alla controparte contrattuale a nulla rilevando il soggetto che paga; iTunes connect non è chiaro su a chi si deve indirizzare la fattura, anzi a volte afferma che non occorre fatturare (o fatturare a Irlanda e non lux).
    Vero è che nel contract con Apple, schedule 2 che i developer devono accettare, si indica iTunes Sarl del Lux come commissionario delle vendite in Europa (e altri stati indicati nell’exhibit A punto 2) e Apple Inc per quelle in USA, ma ciò non toglie che nel contratto principale Apple Inc è la controparte principale.
    Non mi risulta che venga versato il 70% dedotto del 15% di IVA del LUX (anche perchè i calcoli e le tabelle dei TIER non quadrerebbero). L’importo accreditato corrisponde a quando indicato nei TIER dell’exhibit C sempre del contratto. Nel caso di euro noterai che corrisponde al 70% meno un 13% imputabili a commissioni (15% non quadrerebbe e IVA o VAT del LUX non è mai accennata).
    Detto questo rimane comunque non certa la mia interpretazione ma credo sia la più corretta.

  10. 11 Gennaio 2012

    Dario Grilli

    Non essendo comunque certo e non avendo conferma dall’agenzia entrate di quanto da me indicato chiedo comunque di rimuovere per il momento il mio articolo. Non volendo creare confusione inutilmente.
    E’ comunque vero quanto detto da Luca vero che il TIER per l’europa e quindi evrso iTunes Sarl è al netto del 15% e che le imposte sono già assolte dal concessionario (quindi immagino sia IVA)

  11. 27 Gennaio 2012

    Dario Grilli

    Articolo ripubblicato con migliore specificazione del caso di vendite negli Apple store europei ed eliminazione della mia interpretazione in merito alla assoggettabilità IVA in caso di vendite a Apple Inc USA.

    L’interpello da me proposto al riguardo scadrà il 16.02.2012, le speranze che riapondono sono poche, potrò al massimo avere un silenzio assenso alla mia interpretazione

    Fatemi pensare cosa ne pensate!

  12. 27 Gennaio 2012

    Dario Grilli

    Di seguito un “pezzo” interessante al riguardo da parte di Apple:

    All invoices for GBP and EUR sales have to be stated at 0% VAT.

    The supply from iTunes Sarl is subject to Lux VAT when sold to EU consumers under the existing EU Business-to-Consumer place of supply rules for electronic content. Under the commissionaire structure, the commissionaire is required to account for VAT as though entering into a buy / sell transaction with the consumer. iTunes will account for VAT as though we made the sale in our own name.

    The EU commission is calculated net of applicable VAT (15%*), which is collected by Apple and remitted to the local tax authorities under it’s own registration number.

    *This is because the place of supply of these apps under EU VAT law is Luxembourg as the country from where iTunes sarl makes these supplies.

    We do not provide information verifying that VAT has been paid. All details in relation to how the downloads are taxed is readily available in the developer agreement.

  13. 27 Gennaio 2012

    Luca

    ma come facciamo a sapere che cifra dobbiamo scrivere nella fattura per Apple Usa e che cifra per la fattura Apple Lux?

    Ci arriva un bonifico unico con questa descrizione:
    DE90500700100925500100 O/C Apple NOTE: CCI : 0004125354,APPLE CAN. INC,APPLE INC.,APPLE PTY LTD,ITUNES KK,ITUNES SARL

  14. 27 Gennaio 2012

    Luca

    e in tutte e 2 le fatture dobbiamo scrivere (ho il nuovo regime dei minimi) in fondo alla fattura:

    Operazione fuori campo IVA ai sensi dell’articolo 7-TER comma 4 DPR 633/72

  15. 27 Gennaio 2012

    Luca

    e in tutte e 2 le fatture dobbiamo scrivere (ho il nuovo regime dei minimi) in fondo alla fattura:

    Operazione fuori campo IVA ai sensi dell’articolo 7-TER comma 4 DPR 633/72

  16. 27 Gennaio 2012

    Dario Grilli

    @Luca: In iTunes connect vedi i market che hanno scaricato le tue app, comunque ti arrivano diversi bonifici dai diversi soggetti a cui fatturare. In caso di vendite solo dall’app store italiano la fattura va solo al Lussemburgo (con conseguenze di intrastat e non black list perchè sei nei minimi)

  17. 27 Gennaio 2012

    Francesco


    Dario Grilli:

    @Luca: In iTunes connect vedi i market che hanno scaricato le tue app, comunque ti arrivano diversi bonifici dai diversi soggetti a cui fatturare. In caso di vendite solo dall’app store italiano la fattura va solo al Lussemburgo (con conseguenze di intrastat e non black list perchè sei nei minimi)

    quoto quello detto da luca… io anche se il 90% delle vendite le faccio in europa (italia) capita che qualcosa arrivi dall’america, dall’inghilterra dal giappone o dal “resto del mondo”, ma quando la apple a fine mese manda i soldi, non fa mica un bonifico per ognuno di essi, me ne fa uno unico che comprende la somma di tutti, inoltre nel pannello di itunes connect che mi fa vedere quanto ho percepito da ogni market, le cifre non sono convertite in euro ma sono espresse in dollari americani, dollari canadesi, dollari australiani ecc…. e la apple quando mi spedisce il bonifico unificato non mi dice mica con che percentuale ha convertito ogni volta ciascun cambio… quindi si dovrebbe stare ad impazzire per fare 5 fatture diverse (4 delle quali, almeno per il conto mio che non superano i 2 dollari l’una) e prima di questo capire, in base al bonifico finale che la apple ha fatto, tirare a indovinare su che cambio ha usato per scrivere “dagli stati uniti: 79 cent euro”, “dal canada 78 cent euro” e così via?…. senza contare che ultimamente anche i guadagni derivanti dall’iAD la apple me li manda nello stesso unico bonifico derivante dalla vendita delle app, prima ne faceva due distinti (uno apposito per iAd e uno per le app)

  18. 30 Gennaio 2012

    Luca


    Luca:

    interessante articolo, molto dettagliato e ben fatto; complimenti!
    chiedo una cosa banale: ma per un lavoratore dipendente senza p.iva che vende app sullo store di apple/google, come ci si deve comportare?!

  19. 1 Febbraio 2012

    nil

    Su iTunes Connect però c’è scritto di inviare una fattura in Irlanda (per noi italiani anche solo il modulo contatti) con indirizzo di pagamento in Lussemburgo :S

    Do I need to invoice Apple to receive payment?
    Apple pays Developers their share of the proceeds from the sales of applications based on your Financial Reports. Apple requires invoices from Luxembourg VAT registered Developers before releasing payments for developer’s proceeds for sales made in Europe though iTunes SARL.

    Developers based elsewhere may have invoicing requirements in accordance with local laws and statutes. It is your responsibility to consult with your own legal and tax advisors with respect to any invoice requirements you are subject to.

    Developers required to invoice Apple may send a soft copy of the invoices by using Contact Us. For Luxembourg VAT registered Developers, we require a hard copy invoice for our records. It is important that the billing address stated on the invoice is Luxembourg and that the invoice is sent to Ireland.

    Please use the following billing address:

    iTunes S.a.r.l.
    31-33 rue Sainte Zithe
    L-2763 Luxembourg
    TVA/VAT No.: LU20165772

    Please send invoices to:

    App Store Invoicing
    Apple Operations Europe
    iTunes SARL
    Hollyhill Industrial Estate
    Hollyhill
    Cork, Ireland

    All invoices for GBP and EUR sales have to be stated at 0% VAT. Developers required to invoice Apple can do so by going to Contact Us.

  20. 3 Febbraio 2012

    Andrea

    Avrei un quesito per me molto importante.
    Vorrei sviluppare delle applicazioni Android e farne progressivamente un’attività vera e propria, ma sono un dipendente pubblico a tempo indeterminato.
    Non ho altra scelta che licenziarmi e aprire la partita IVA, oppure c’è un modo per entrare gradualmente in questo mercato, magari con dei guadagni occasionali, stando in regola con la legge?
    Grazie!

  21. 6 Febbraio 2012

    Igor

    Buongiorno dott.Grilli,
    in merito alla fattura da emettere ai soggetti Apple diversi da iTunes Sarl (ossia Apple Inc., Apple Pty Ltd, iTunes KK e Apple Canada Inc.) che tipo di informazioni è necessario riportare relativamente all’intestatario? Ho cercato dappertutto ma non ho trovato né l’indirizzo né tantomeno informazioni sull’equivalente della partita iva (es: ABN/GST per l’Australia). Non so per quale motivo ma Apple non fornisce queste informazioni (oppure io non le ho trovate). Visto che la fattura resterà comunque a me, è sufficiente indicare “Apple Inc.”, “Apple Pty Ltd”, ecc.

    Lei è riuscito a trovare qualche informazione a riguardo?
    Grazie!
    Igor

  22. 6 Febbraio 2012

    Stefano

    Buongiorno sig. Grilli,
    mi accodo alla richiesta di Igor….. Vorrei specificare che negli USA non esiste il numero di partita IVA, ma un ID TAX, che serve esclusivamente per pagare le tasse nel governo locale di appartenenza.
    Quindi in fattura è sufficiente riportare l’indirizzo della Apple ?

    Apple Inc
    1 Infinite Loop
    Cupertino, CA 95014

    Inoltre che cosa occorre riportare nella descrizione della fattura ???

    grazie

  23. 7 Febbraio 2012

    Igor

    Aggiungo qualche ulteriore informazioni sulle altre sedi Apple (le ho trovate nel contratto di utilizzo di iCloud, quindi non so se sono le stesse ma penso di si).

    • Apple Canada, 7495 Birchmount Road, Markham, ON L3R 5G2, Canada
    • iTunes K.K., 3-20-2 Nishishinjuku, Shinjuku, Tokyo, Japan
    • Apple Pty Limited 255 Pitt Street, Sydney NSW 2000, Australia
    • iTunes Sarl, 8 rue Heinrich Heine, L-1720 Luxembourg

    Saluti,
    Igor

  24. 8 Febbraio 2012

    Dario Grilli

    Grazie Igor, non avevo trovato sul sito iTunes quello giapponese!

  25. 10 Febbraio 2012

    Igor

    Purtroppo non sono riuscito a trovare altre informazioni di natura fiscale su queste sedi. Ho scritto 3 volte ad Apple ma ogni volta mi copia/incollano risposte inutili, non credo nemmeno leggano le mail…

  26. 14 Febbraio 2012

    Dario Grilli

    E’ arrivata via fax la risposta dell’Agenzia delle Entrate all’interpello presentato in merito alle mie conclusioni indicate nell’articolo soprariportato (il silenzio assenso sarebbe scaduto dopodomani).
    Il contenuto della risposta lo inserisco in prossimo post ma in sostanza non si sbilanciano ed affermano che avendo posto a carico dell’Agenzia delle Entrate l’onere di ricavare dalla documentazione allegata le informazioni necessarie per una compiuta definizione della casistica non possono rispondere.
    Equivale a dire: troppo complicato non capiamo nemmeno noi

  27. 14 Febbraio 2012

    Dario Grilli

    Ecco di seguito le conferme contenute nella risposta all’interpello FYI:
    Inoltre, non è dubbio che tali servizi non sono territorialmente rilevanti ai fini dell’IVA in Italia quando sono resi a soggetti passivi stabiliti in altri Stati, comunitari extracomunitari, ai sensi del combinato disposto degli articoli 7-ter; 7-sexies, comma1, lettera f); 7-septies, comma 1, lettera i), del DPR n. 633 del 1972.
    Ciò è stato chiarito da questa Agenzia con la circolare 29 luglio 2011, n. 37/E (cfr., tra le altre, anche circolari 31 dicembre 2009, n. 58/E, e 21 giugno 2010, n. 36/E).
    Si evidenzia altresì che, sempre ai fini dell’IVA, per i servizi in questione effettuati dal contribuente italiano nei confronti di soggetti passivi stabiliti negli Stati Uniti d’America, eventualmente a motivo della finzione giuridica che caratterizza la disciplina del mandato senza rappresentanza (articoli 3, commi 3, ultimo periodo, e 4, lettera h; 13, comma 2, lettera b, ultimo periodo, DPR n. 633 del 1972 – cfr., tra le altre, risoluzione Agenzia delle entrate 28 gennaio 2005, n. 10/E), parimenti non è dubbio che l’operatore nazionale non è tenuto:
    – agli adempimenti Intrastat considerato, in particolare, il disposto dell’articolo 50, comma 6, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge del 29 ottobre 1993 n. 427;
    – alle periodiche comunicazioni IVA “black list” di cui all’articolo 1, commi da 1 a 3, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73 (cfr. tra le altre, circolare Agenzia delle entrate 21 ottobre 2010 , n. 53/E).

    Infine, tra gli altri requisiti per l’applicazione del regime fiscale di vantaggio (c.d. nuovo regime dei minimi) previsto dall’articolo 27, commi 1 e 2 del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, è stato espressamente disposto, mediante richiamo anche dell’articolo 1, comma 96, lettera a), n. 2), della legge 24 dicembre 2007, n. 244, che le persone fisiche non devono aver effettuato “cessioni all’esportazione” nell’anno solare precedente a quello di entrata nel regime né le devono effettuare successivamente. Per “cessioni all’esportazione” sono da intendere quelle di cui agli articoli 8, 8-bis, 9, 71 e 72 del citato DPR n. 633 del 1972 (articolo 2 decreto ministeriale 2 gennaio 2008 – cfr., tra altre, circolari Agenzia delle entrate 28 gennaio 2008, n. 7/E e 21 dicembre 2007, n. 73/E).
    Pertanto a tal fine, le operazioni in argomento di per sé non impediscono di fruire di detto regime fiscale di vantaggio, trattandosi di prestazioni di servizi.

  28. 14 Febbraio 2012

    Piste

    Buongiorno Dott. Grilli,
    Prima di tutto grazie per gli esaurienti articoli pubblicati.
    Vorrei per favore approfondire, se possibile (penso interessi molto anche i lettori del blog) il caso in cui la richiesta di apertura partita iva venga effettuata da chi è già lavoratore dipendente e l’attività di developper sia solo un secondo lavoro oppure un hobby.
    Come esempio Le faccio il mio caso: dipendente a tempo indeterminato, a breve molto probabilmente chiederò la partita iva per distribuire il mio primo gioco ed aderirò al regime dei minimi 2012.
    Il dubbio riguarda la gestione dei contributi Inps, ho capito che dovrò pagarli nella misura del 18% dell’utile a meno che non sia iscritto alla Camera di Commercio come commerciante od artigiano (i grafici ed i fotografi lo sono).
    La domanda: lo sviluppatore (ed anche lavoratore dipendente) che mette in vendita le proprie applicazioni su dispositivi mobili non può essere considerato alla stregua di un commerciante, grafico per essere iscritto alla camera di commercio al fine di risparmiare il 18% di contributi Inps che perlatro già versa tramite la busta paga?

    La ringrazio anticipatamente per l’eventuale risposta che mi vorrà dare.

  29. 14 Febbraio 2012

    Luca Pistelli

    Buongiorno Dott. Grilli,Prima di tutto grazie per gli esaurienti articoli pubblicati.Vorrei per favore approfondire, se possibile (penso interessi molto anche i lettori del blog) il caso in cui la richiesta di apertura partita iva venga effettuata da chi è già lavoratore dipendente e l’attività di developper sia solo un secondo lavoro oppure un hobby.Come esempio Le faccio il mio caso: dipendente a tempo indeterminato, a breve molto probabilmente chiederò la partita iva per distribuire il mio primo gioco ed aderirò al regime dei minimi 2012.Il dubbio riguarda la gestione dei contributi Inps, ho capito che dovrò pagarli nella misura del 18% dell’utile a meno che non sia iscritto alla Camera di Commercio come commerciante od artigiano (i grafici ed i fotografi lo sono).La domanda: lo sviluppatore (ed anche lavoratore dipendente) che mette in vendita le proprie applicazioni su dispositivi mobili non può essere considerato alla stregua di un commerciante, grafico per essere iscritto alla camera di commercio al fine di risparmiare il 18% di contributi Inps che perlatro già versa tramite la busta paga?
    La ringrazio anticipatamente per l’eventuale risposta che mi vorrà dare.

  30. 14 Febbraio 2012

    Luca Pistelli

    ongiorno Dott. Grilli,Prima di tutto grazie per gli esaurienti articoli pubblicati.Vorrei per favore approfondire, se possibile (penso interessi molto anche i lettori del blog) il caso in cui la richiesta di apertura partita iva venga effettuata da chi è già lavoratore dipendente e l’attività di developper sia solo un secondo lavoro oppure un hobby.Come esempio Le faccio il mio caso: dipendente a tempo indeterminato, a breve molto probabilmente chiederò la partita iva per distribuire il mio primo gioco ed aderirò al regime dei minimi 2012.Il dubbio riguarda la gestione dei contributi Inps, ho capito che dovrò pagarli nella misura del 18% dell’utile a meno che non sia iscritto alla Camera di Commercio come commerciante od artigiano (i grafici ed i fotografi lo sono).La domanda: lo sviluppatore (ed anche lavoratore dipendente) che mette in vendita le proprie applicazioni su dispositivi mobili non può essere considerato alla stregua di un commerciante, grafico per essere iscritto alla camera di commercio al fine di risparmiare il 18% di contributi Inps che perlatro già versa tramite la busta paga?
    La ringrazio anticipatamente per l’eventuale risposta che mi vorrà dare.

  31. 15 Febbraio 2012

    Francesco

    Gentilissimo Dott. Grilli, ho da poco letto i suoi articoli su DevApp che spiegano gli adempimenti fiscali da adottare per vendere applicazioni sullo store Apple. La mia domanda è semplicemente questa: Sono un giovane studente e da poco ho iniziato a sviluppare applicazioni che vorrei vendere in AppStore. Non sono in possesso di Partita IVA, ne tanto meno iscritto ad una camera di commerci ma in qualità di studente risulto a carico dei miei genitori. Ora potrei vendere nello store senza aprire alcuna Partita IVA, ma giustificare il tutto come prestazione occasionale? Mi sembra di aver letto che per gli studenti è possibile farlo! In caso la risposta sia affermativa, quali sono gli estremi da dichiarare nella prestazione.

  32. 16 Febbraio 2012

    Igor

    Buongiorno dott. Grilli,
    ho verificato e il Lussemburgo non rientra tra i paesi black list. L’ultimo elenco è del 2001 (http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/wcm/connect/74b5d38042ae4fa9aaa1bbce3ff8abd8/Decreto+21+novembre+2001.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=74b5d38042ae4fa9aaa1bbce3ff8abd8). Un paio di anni fa hanno tolto Malta e Cipro.

  33. 16 Febbraio 2012

    Dario Grilli

    Igor, Lussemburgo lo trovi a pag 2 punto numero 9 (dell’art.3)
    Anche se solo relativamente ad alcuni tipo societari rientra nella Black List e quindi la comunicazione va effefttuata comunque

  34. 16 Febbraio 2012

    Dario Grilli

    Mi dispiace non riuscire a rispondere a tutti quelli che mi chiamano o inviano mail e post. Purtroppo è iniziato il periodo intenso e quasi tutte le domande richiedono approfondimenti, maggiori specificazioni e dettagli per rispondere compiutamente e trovare la soluzione migliore.
    Consiglio a tutti gli studenti, dipendenti che aprono partita IVA, chi fa altre attività ed i piccoli di sentire il proprio comemrcialista, i vostri casi possono essere definiti anche senza particolari e specifiche esperienze nel campo.
    Il mio studio si occupa essenzialmente solo di società di capitali e quindi invito a contattare telefonicamente o via mail lo studio solo società con problemi particolari relativi alla fiscalità societaria dei developer
    Quando riesco comunque mi impegno a cercare di rispondere a tutti i vostri post

  35. 16 Febbraio 2012

    Andy

    Salve dr.Grilli e grazie per gli spunti.

    Lei ha scelto di approfondire un tema particolaremente nuovo e dubito ci siano altri studi più esperti in merito.
    Spero quindi che i dubbi degli utenti possano aiutarla nell’approfondire nuove fattispecie.

    Le mie domanda sono semplici:
    Un autore senza P.iva emette una nota per le royalties?
    (senza iva ai sensi dell’art.3 c.4 lett.a), senza previdenza e con ritenuta?)

    Per distribuire gratuitamente una propria app attraverso i canali AppStore e Android Market c’è qualche aspetto fiscale da considerare?

    Grazie in anticipo per la Sua cortese risposta.

  36. 17 Febbraio 2012

    Dario Grilli

    Andy per il trattamento della cessione dei diritti d’autore ti rimando al sito http://www.dirittodautore.it
    Tieni presente però che la cessione del diritto d’autore equivale alla cessione del diritto a sfruttare economicamente l’app, quindi chi acquista il tuo diritto d’autore potrà a sua volta rivendere la tua app e lucrarci

  37. 29 Febbraio 2012

    marco

    Scusate,
    Guardagnando su apple Store circa 200 o 150 euro al mese, si deve obbligatoriamente aprire la partita iva?
    pagando le tasse,commecialista ec…. in tasca ti rimangano circa 30 euro.
    Io mi chiedo non conviene aprire la partita iva quando si fanno guadagna elevati?
    Grazie.

  38. 1 Marzo 2012

    marco


    marco:

    Scusate,
    Guadagnando su apple Store circa 200 o 150 euro al mese, si deve obbligatoriamente aprire la partita iva?
    pagando le tasse,commecialista ec…. in tasca ti rimangono circa 30 euro.
    Io mi chiedo non conviene aprire la partita iva quando si fanno guadagni elevati?
    Grazie.

  39. 5 Marzo 2012

    Dario Grilli

    Interessa tutti gli apple dev: Da marzo le comunicazioni Black List per i download di competenza di Apple Lux si dovranno fare solo se il bonifico mensile ricevuto sarà superiore ad euro 500,00.

    Sotto tale cifra non vi è più obbligo comunicativo

  40. 9 Marzo 2012

    DonMizzi

    Salve, si è vero, argomento complicato.
    Nel post #27 mi era parso di capire che non c’era obbligo di Intrastat ne di comunicazione per Black List, ma nei post successivi se ne parla ancora come se fossero necessari.
    Sto aspettando mail da Apple per capire precisamente se loro registrano l’Intrastat per i pagamenti EUR e GBP (vi dirò se rispondono), ma se, come dice il mio commercialista (oh mamma quanti soldi gli ho dato oggi per dirmi nulla di certo) io faccio unica fattura a Apple Inc. non è più semplice ? Tanto il Fisco non riesce a capirlo il contratto, e appena ci riuscirà Apple lo avrà già cambiato. cosa si rischia?

    P.S. Per chi non sa come scorporare i pagamenti EUR e GBP, nella sezione Payments (ultimo tab) c’e’ il totale per ogni valuta convertito in Euro.

    P.S.S. Poi sarebbe anche carino scrivere una nota riguardo al Giappone, che se non gli dici niente, si trattiene il 20% di tasse e questo di può evitare compilando appunto il modulo previsto.

  41. 12 Marzo 2012

    Sara

    Buongiorno sig. Grilli
    grazie per i suoi post ma non ho capito moltissimo e volevo sottoporle la mia situazione.
    Ho messo un paio di app a pagamento su android market, per provare, e ho avuto un introito di 50 euro in questo primo mese.
    Ora mi chiedevo se con cifre così irrisorie c’è bisogno di emettere fattura dato che leggevo sopra che per apple se non si va al di sopra di una certa cifra non c’è bisogno di comunicazione.

    Inoltre mi chiedevo se dovessi darne comunicazione in questo caso dovrei aprire p.iva? e a chi dovrei intestare tale fattura?

    Grazie infinite per il suo aiuto 🙂

  42. 12 Marzo 2012

    Dario Grilli

    @DonMizzi, nel post 27 viene indicato che non vi è obbligo di Black List ed Intrastat per transazioni con gli Stati Uniti in quanto gli USA sono fuori dalla comunità europea e non in Black List.
    La suddivisione dei pagamenti Euro da GBP non dovrebbe interessare ai fini della fatturazione, comunque tutta in relazione con il Lussemburgo
    Per la richiesta di applicazione di ritenute da parte del Giappone non ho avuto esperienza.
    @Sara: leggi i post precedenti per trovare in quali casi la p.iva non è obbligatoria

  43. 12 Marzo 2012

    Sara

    La ringrazio per la risposta sig. Grilli.
    Ho letto i post precedenti e alcune cose non le ho bene intese molte altre mi sembra che facciano riferimento ad Apple. Per questo chiedevo in merito invece a Google Android.
    La ringrazio ancora

  44. 13 Marzo 2012

    DonMizzi

    Grazie per la risposta sig. Grilli.
    Forse il mio post non era ben chiaro, nei report di Apple, EUR e GBP sono separati e mi sembra di capire che entrambi dovrebbero essere riferiti a Apple sarl Luxembourg.
    Io però ponevo un’altra questione, dato che nel contratto la controparte principale è Apple Inc., è realmente necessario fare 2 fatture (una ad Apple America e una ad Apple Lussemburgo, per quest’ultima solo i pagamenti in EUR e GBP) ?
    Questa soluzione l’ho trovata in alcuni post in rete, ma diventa più scomoda qualora si debba fare anche l’intrastat per la fattura ad Apple sarl.
    Per questo chiedevo, se io facessi una sola fattura, di tutto l’importo versato, a Apple Inc America commetterei un errore punibile di sanzione?
    grazie saluti

  45. 15 Marzo 2012

    Dario Grilli

    @DonMizzi: commetterebbe un errore punibile di sanzione, anche perchè gli importi che le arrivano da iTunes Lux sono già netti di IVA 15%, quindi IVA comunitaria caricata sul consumatore finale.
    Comunque, quel che dice il suo comemrcialista è corretto e frutto di valutazioni sul suo caso personale che io non posso fare, …………..ne tantomeno scrivere su un blog!

    Ma non vuol dire che non condivida

  46. 17 Marzo 2012

    Valeria

    Gentile dott. Grilli,
    sviluppo app sull’Android Market.
    vorrei chiederle, nel caso in cui si esca dal regime dei minimi (superando la cifra dei 30000€) cosa cambia ai fini fiscali, è necessario emettere fatture con IVA?
    Grazie per le sue preziose informazioni

  47. 23 Marzo 2012

    Giuseppe Maraglino

    Secondo il contratto Apple un ragazzo con più di 13 anni puó programmare “sotto supervisione di colui che riceve i pagamenti”…Non mi è chiaro come devo agire, poiché entrambi i miei genitori lavorano in un ente pubblica.Grazie in anticipo per l’aiuto.

  48. 29 Marzo 2012

    diego

    Salve,
    Ho un contratto indeterminato come programmatore, e come Hobby sviluppo programmi per Iphone a pagamento. Il ricavato delle mie vendite non è elevato..
    Personalmente non vorrei aprire la partita iva per qualche centinaio di euro al mese.
    Vorrei chiedere come mi devo muovere per dichiarare questi soldi alla stato italiano??
    Ho letto molti post in questa paggina ma non penso che molti di noi siano Commercialisti per capire determinate parole.
    Cortesemente qualcuno può in 3 punti o più in modo molto elementare spiegarmi cosa bisogna fare?
    Grazie.

  49. 30 Marzo 2012

    yassassin

    sinceramente anche io non c’ho capito molto… faccio app per hobby, incasso meno di 500€/mese. devo dichiarare qualcosa e aprire una partita iva? e se incasso più di quella cifra?

    c’è una legislazione certa o andiamo per supposizioni?
    grazie mille,
    yassa

  50. 1 Aprile 2012

    Giancarlo

    Ottima panoramica sulla gestione fiscale. Per chi vuole lavorare in questo ambito alle dipendenze, o in consulenza, su scenari internazionali e nazionali ed arricchire le proprie conoscenze c’e beeweeb che assume al codemotion a roma http://www.youtube.com/watch?v=k1od-qYIT50

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