Torniamo oggi ad affrontare, proponendo qualche aggiornamento, un tema molto importante trattato tempo fa e utile ad ogni sviluppatore di applicazioni iPhone, Android e mobile in genere: ciò che riguarda gli adempimenti fiscali a cui occorre attenersi per esercitare questo mestiere in Italia. L’attività svolta dagli app developers consiste nello sviluppo di applicazioni per smartphone e/o tablet e, che si tratti di applicazioni iOS, piuttosto che di app Android, Windows Phone o Bada (per citarne alcuni) la vendita delle app viene effettuata nei rispettivi Store di Apple, Google, Microsoft, Samsung..
Al fine di poter pubblicare i propri applicativi su tali mercati occorre, come sicuramente saprete, aderire ai rispettivi developer program, solitamente a pagamento. Dovrete quindi accettare, tramite internet, un contratto con Apple, Google e via dicendo. Tali contratti di distribuzione tra Apple/Google e gli sviluppatori, accettati in sede di registrazione on-line e successivamente ricevuti tramite e-mail, si differenziano nell’identificazione della controparte; in particolare:
Apple (contratto come integrato con il nuovo “schedule 2”):
- nelle definizioni iniziali del contratto principale, come controparte principale la società USA Apple Inc., con sede in California e quindi società extra UE;
- successivamente, nello schedule 2, vengono indicate come agenti o commissionari, sulla base dei paesi in cui viene acquistata l’app (market di riferimento):
- iTunes sarl – 8 Rue Heinrich Heine L – 1720 Luxembourg VAT n. LU20165772, quale commissionario. Per gli acquisti effettuati nei market indicati al punto 2 dell’exhibit A (tra cui l’Italia e gli altri stati dell’area euro)
- Apple Inc USA o Apple Canada Inc o Apple Pty Ltd, quale agente che agisce per conto dello sviluppatore per gli acquisti effettuati rispettivamente negli store USA (e sudamericani), Canada e Astralia/Nuova Zelanda
Google:
Per il mercato Android viene identificata come controparte principale le società USA Google Inc, con sede in California e quindi società extra UE.
Gli utenti finali (che potrebbero essere privati o imprese, UE o extra UE) scaricano e acquistano gli applicativi dai diversi market, pagano direttamente Apple o Google e ricevono una fattura/ricevuta tramite e-mail da iTunes Sàrl lussemburghese (per acquisti su Apple store Italia e UE) o da Google Inc USA (per Android market). Tali ricevute non vengono inoltrate allo sviluppatore che ha rapporti diretti solo con il market.
La controparte iTunes sarl Lux o Google payments UK risulta anche nell’estratto della carta di credito utilizzata dall’utente finale per l’acquisto. Lo sviluppatore non riceve riferimenti per la fatturazione all’utente finale che acquista sullo Store. Non ha contatti né indicazioni sullo stato di privato o impresa dell’utente. Apple e oogle considerano l’acquirente finale come consumatore finale non soggetto IVA (almeno così pare sulla base di alcune risposte ai quesiti posti).
Interpellate direttamente da me al riguardo, sia Apple che Google sostengono che lo sviluppatore non deve preoccuparsi di inviare fatture all’utente finale in quanto già provvedono loro ad inviare una ricevuta (è possibile comunque inviare via mail una copia della fattura via mail ai riferimenti di contatto).
Le controparti, come da contratto, trattengono il 30% dell’incasso (a titolo di provvigione e per il servizio di commercializzazione e hosting sul market).
Per le vendite effettuate da iTunes sarl nei paesi indicati nell’exhibit B (quindi comprese quelle dei paesi europei) Apple trattiene e versa anche le imposte (applicando l’IVA del Lussemburgo 15%) e successivamente riconosce agli sviluppatori il 70% del netto ed ogni mese lo sviluppatore riceve bonifici sul proprio conto corrente, indicato in sede di registrazione.
In caso di operazioni rilevanti in Europa, quindi, Apple interviene tramite “commissionario” iTunes sarl, soggetto IVA del Lussemburgo che trattiene e versa l’IVA del Lussemburgo in quanto come luogo territorialmente rilevante dell’operazione è identificato lo stato del soggetto commissionario.
In caso di operazioni con effetto in USA, Apple interviene come “agente” e non vi è trattenuta e versamento dell’IVA da parte di Apple.
Né Apple né Google inviano allo sviluppatore fatture, ricevute o mail relative al 30% da loro incassato.
In sostanza i rapporti tra Apple/Google e lo sviluppatore si limitano agli incassi del 70% delle vendite, senza ulteriori documentazioni o comunicazioni richieste.
Ai fini della corretta fatturazione e trattamento fiscale delle operazioni degli sviluppatori di app per mobile, si ritiene che:
Ai fini IVA
L’operazione si qualifica come prestazione di servizi, in particolare servizi specifici immateriali del tipo di commercio elettronico diretto: – transazione e pagamento interamente per via telematica.
Non si considera territorialmente rilevante in Italia in quanto resa a soggetto estero o intracomunitario. La ricevuta sarà emessa ai soli fini interni italiani come “fuori campo IVA ex art 7-ter DPR 633/72”
Ai fini fiscali interni italiani occorrerà emettere tante fatture quanti sono i soggetti di riferimento dell’operazione. Quindi, in caso di vendite su vari Apple Store, ad esempio USA, GB e Italia, occorrerà emettere due fatture: una a Apple Inc USA per le vendite nello store USA e una a iTunes sarl lux per le vendite in GB e Italia.
La fatturazione tipica degli sviluppatori sarà quindi senza addebito di IVA italiana, a ciò potrebbe conseguire un cronico credito IVA annuale derivante dagli acquisti:
- utilizzabile in compensazione con altri versamenti di imposte o ritenute
- richiedibile a rimborso per prevalenza di operazioni non soggette ad IVA per mancanza di presupposto di territorialità
- eventualmente evitabile con lettere di intento ai fornitori in quanto esportatori abituali
Ai fini Intrastat e Black List
Le operazioni verso iTunes sarl sono prestazioni di servizi verso un soggetto economico in Lussemburgo e quindi stato UE compreso nella Black List. Tali operazioni sono soggette all’obbligo di Intrastat e comunicazioni Black List.
Le operazioni verso Apple Inc o Google Inc, trattandosi di prestazioni di servizi verso soggetti USA, quindi un paese extra UE e non in elenchi Black List, sono escluse dagli adempimenti Intrastat e di comunicazioni Black List.
Ai fini del nuovo regime dei minimi
Fornire servizi immateriali (vendita di app) a soggetti UE ed extra UE non esclude l’applicabilità del regime agevolativo IVA dei nuovi minimi (come anche per gli ex-minimi) in quanto non si tratta di cessioni all’esportazione di cui agli art. 8, 8-bis, 9, 71 e 72, ma di prestazioni di servizi rientranti nelle casistiche dell’art. 7-ter. Quindi la fatturazione ad Apple o Google, indipendentemente che sia UE o extra UE, è compatibile con il regime dei minimi o ex minimi.
I contribuenti minimi devono comunque risultare iscritti al VIES.
Come indicato nella circolare n. 53/E del 21.10.2010 i contribuenti minimi sono esonerati anche dall’obbligo di comunicazione ai fini Black List in quanto l’adesione al regime semplificato comporta, sotto il profilo della semplificazione degli adempimenti IVA, l’esonero dalla registrazione delle fatture emesse, nonché dalla registrazione dei corrispettivi e degli acquisti.
Spero sia tutto chiaro, per un approfondimento su quest’ultimo argomento (nuovi minimi) vi rimando all’articolo dedicato che trovate a questo indirizzo.
Se avete domande non esitate a postare a fondo articolo.












66 Responses to “Adempimenti fiscali per sviluppatori di applicazioni mobile iOS, Android… (Parte 2) – AGGIORNATO”
3 Aprile 2012
JuneScusate ma leggendo bene il contratto Apple si evince che:
– Apple non “compra” l’app dal developer – quindi non si instaura un rapporto commerciale con “plusvalore” sul prodotto.
– Apple funziona da “agente di vendita” PER CONTO del developer in tutti i paesi dove il developer ha deciso di vendere.
– Apple paga tutte le tasse relative alla singola vendita in ogni paese per ogni market.
– Apple fattura il 100% del valore di ogni vendita al cliente finale (utente che compra l’app)
Viste queste circostanze, se Apple fattura il 100% del prezzo del prodotto al cliente finale, considerando che tale prezzo non ha subito maggiorazioni (zero plusvalore), e che Apple dichiara di pagare tutte le tasse relative alla vendita… ne devo concludere che una ulteriore tassazione della stessa vendita (quindi del developer) sarebbe appunto una doppia tassazione della medesima “transazione”.
Quindi, per quanto stipulato nel contratto con Apple, gli introiti del developer dovrebbero essere esentasse.
L’unica questione e’ spiegarlo all’agenzia delle entrate… 😀
27 Aprile 2012
nilRiguardo alla faccenda delle comunicazioni Intrastat per i pagamenti da iTunes sarl e del regime dei minimi vorrei sapere se la circolare dell’Agenzia delle Entrate del 21/06/2010 n. 36 (http://www.fiscoetasse.com/domande-e-risposte/10976-in-quali-casi-i-contribuenti-minimi-sono-tenuti-alla-compilazione-dei-modelli-intrastat.html) può considerarsi valida ancora oggi.
Essa dice che un operatore “minimo” italiano che effettua prestazioni di servizi non è tenuto a compilare la comunicazione Intrastat.
Grazie
1 Maggio 2012
lucaconviene sempre fare fattura con iva scorporando l’iva dai compensi ricevuti, cosi non ce bisogna di iscriversi al vies, si versa l’iva e si sta tranquilli per sempre.
ricevi da google 1,21 euro? gli fai la fattura 1 euro + iva
20 Maggio 2012
MatteoCiao a tutti!
Con alcuni amici stiamo sviluppando un iphone game e come tutti siamo incappati nel problema “fatturazione”.
Se qualcuno ha esperienza di App a pagamento forse potrà rispondere lla mia domanda: la fatturazione per la vendita di un’ ipotetica App viene emessa da Apple oppure gli sviluppatori si devono prendere l’ incarico di inviare ogni singola fattura al compratore?
23 Maggio 2012
ClaudiaCiao a tutti,
come chiede Matteo sopra anche io vorrei sapere come fare a fatturare! Non ho la partita IVA, è necessaria, in quanto devo fatturare?…
24 Maggio 2012
StefaniaVorrei, cortesemente, sapere come trattare ai fini iva e ai fini intrastat i documenti ricevuti da Facebook Ireland Ltd senza applicazione dell’iva e riportanti il valore complessivo della transazione. Il documento è pervenuto per il pagamento di spazi pubblicitari su Facebook effettuati per la cessione di beni commercializzati presso il mio negozio.
Grazie per la collaborazione.
5 Agosto 2012
MaurizioArticolo molto interessante ma mi è rimasto un dubbio: come Ditta Individuale, per vendere app sullo store come conviene registrarsi al developer program? Individual o Company? Mi verrebbe da dire Individual (anche perche’ non mi sembra di avere il D.U.N.S. che richiedono) ma poi se ho capito bene non si inserisce il numero della partita Iva da nessuna parte e quindi si ricevono delle fatture senza la mia P.IVA ?
Grazie
28 Settembre 2012
Affiliazioni Extra-CEE e regime minimi | alVerde.net[…] da uno studio commerciale dove si parla proprio della vendita di app nel regime dei minimi. Adempimenti fiscali per sviluppatori di applicazioni mobile iOS, Android… (Parte 2) | devAPP Ovviamente sono apprezzati pareri e aggiornamenti da professionisti. Saluti __________________ […]
3 Ottobre 2012
Bobo2121Salve a tutti,
sono una sviluppatrice di Applicazioni web che dovrò vendere tramite l’AppleStore della Apple.
Ho scaricato dalla Apple tutta la contrattualistica che dovrò firmare con la Apple per fare questa operazione e non mi sono chiari alcuni aspetti fiscali di cui chiedo qui vs. consigli e suggerimenti.
Vi ringrazio in anticipo.
Premesso che i punti principali del contratto che si dovrebbe andare a stipulare con Apple sono:
• che lo sviluppatore incarica la Apple, in qualità di Agente e Commissionaria, di vendere i propri prodotti software (le Apps) nei Paesi in cui lo sviluppatore decide di vendere
• che la Apple fattura e incassa direttamente all’utente finale il prezzo totale del prodotto
• che la Apple trattiene per la sua attività di Agente/Commissionaria il 30% del prezzo di vendita
• che, dall’importo dovuto allo sviluppatore (il residuo 70% del prezzo di vendita), la Apple trattiene ulteriormente e paga per conto dello sviluppatore le tasse previste per la vendita delle Apps per ciascun Paese in cui avviene la vendita, le spese relative al bonifico ed alla transazione (tasso di cambio, interessi etc.)
• che, relativamente agli importi di cui sopra che saranno detratti e versati dalla Apple ci sono:
o Input Tax (imposte di ingresso)
o Withholding tax (ritenute alla fonte)
o Costi per il bonifico a ns. favore
o Tasso di valuta
o e altre piccole cose
• che la Apple dovrebbe pagare mensilmente allo sviluppatore l’importo dovuto in base al calendario fiscale Apple (più o meno da settembre a settembre).
• che lo sviluppatore dovrebbe fatturare alla Apple mensilmente l’importo dovuto e lo intesta alle varie Sussidiarie Apple a seconda del territorio di vendita delle Apps. Le Sussidiarie Apple a cui fatturare dovrebbero essere:
o Apple Canada Inc. con sede in Canada – se le Apps vengono vendute in Canada
o Apple Pty Limited con sede in Australia – se le Apps vengono vendute in Australia e Nuova Zelanda
o Apple Inc con sede in America(California) – se le Apps vengono vendute in America (e altri paesi dell’America Latina)
o Itunes KK con sede in Giappone – se le Apps vengono vendute in Giappone
o Itunes S.a.r.l. con sede in Lussemburgo – se le Apps vengono vendute negli Stati Europei, in India, in Africa, in Russia e in altri Paesi di cui Apple ti fornisce l’elenco
Ipotizzando che:
• il prezzo di vendita della App sia pari a 100$
• e che le previsioni di vendita in un anno sono le seguenti:
o Vendita di n. 1.000 Apps in USA
o Vendita di n. 1.000 Apps in Europa
o Vendita di n. 1.000 Apps in Giappone
o Vendita di n. 1.000 Apps in Cina
Le domande sono le seguenti:
• qual è l’importo netto che rimarrà nelle tasche dello sviluppatore PRIMA dell’applicazione delle tasse italiane (indipendentemente dal fatto che lo si fa come società o come ditta individuale). Tale importo sarà diverso da paese a paese in cui venderò ?
• Definito l’importo netto di cui sopra: quali sono le tasse italiane, e di che entità, che poi devo versare su questo valore nel caso in cui faccio tutta l’operazione come società di capitali ?
• Definito l’importo netto di cui sopra: quali sono le tasse italiane, e di che entità, che poi devo versare su questo valore nel caso in cui faccio tutta l’operazione come ditta individuale con partita iva ?
• Cosa dovrei scrivere sulle fatture che emetto vs. la Apple ? Ci sono agevolazioni fiscali particolari per questo tipo di vendite ?
Grazie nuovamente a tutti delle eventuali vs. risposte !
Ciao!
17 Ottobre 2012
Enrico1978Buon giorno,
vi chiedo davvero aiuto perchè sto per diventare matto.
Recentemente mi è stato affidato, presso l’Associazione per cui lavoro, un Progetto che prevede la realizzazione di alcune applicazioni (sia per Apple che Android.
In tutto sono 8, ciascuna venduta al costo di 0,79 centesimi (su entrambe gli store).
Ebbene le prime 5, da poco più di un mese, sono già disponibili e, anche se molto moderatamente, vengono acquistate.
Il mese scorso la mia Associazione ha ricevuto un primo bonifico (8 euro…) da Android e mi segnala che tutte le entrate che riceveremo devono e dovranno essere giustificate da una fattura (emessa da noi): anche un euro che entra deve essere giustificato!
Non trovo riferimenti in Internet al riguardo su come comportarmi.
Con Apple mi pare di capire che prima dovremo raggiungere una certa soglia (mi sembra 150 euro) e poi potremo emettere fattura.
Con Android invece si ricevono i bonifici tutti i mesi.
Come facciamo la fattura a Google? A chi? A chi la spediamo?
Vi prego aiutatemi…
Grazie,
Enrico
12 Aprile 2013
VincenzoSalve, per gioco e per test, ho creato una applicazione e lo messa su Google Play Store a Pagamento ad 1 Euro, attualmente non ho P.Iva, non so neanche se questa applicazione verrà acquistata, come mi debbo comportare per essere in regola con il Fisco?
10 Maggio 2013
fedeonlineSalve a tutti,
ho letto con attenzione il post dello studio silvani, ma c’è qualcosa che non mi torna con le regole di Google Play.
Apple emette una ricevuta direttamente al cliente e si preoccupa di gestire la tassazione (IVA) su praticamente tutti i paesi, rendendo completamente trasparente questa cosa allo sviluppatore, che riceve il suo 70% calcolato sul cosiddetto “prezzo pagabile” che è in pratica il prezzo al netto delle tasse dello store in cui è stato venduto il bene.
Questo significa che il cliente è Apple e infatti non viene rigirata alcuna informazione dello stesso allo sviluppatore.
Il rapporto è quindi esclusivamente Apple sviluppatore.
Su Google Play invece per i pagamenti viene usato il sistema Google Checkout che nasce come concorrente a Paypal e facilita la vendita di beni fisici e digitali su web.
Google Play richiede che sia lo sviluppatore a definire la percentuale di tasse da applicare al prezzo indicato per ogni store in cui si vuole vendere l’applicazione. Non solo, nel contratto firmato dallo sviluppatore viene indicato:
“Non mettiamo a disposizione un meccanismo per l’esazione delle imposte sulle vendite, dell’IVA o di altre imposte relative alla vendita delle tue applicazioni agli acquirenti. È tua responsabilità di venditore (1) stabilire se la legge ti impone di riscuotere le imposte, (2) stabilire il prezzo dell’applicazione comprensivo di imposte e (3) rimettere le imposte obbligatorie all’autorità tributaria competente. Tu sei responsabile di eventuali trattenute fiscali legate alla vendita delle applicazioni e tutti i pagamenti di Google verranno effettuati al netto di tali trattenute.”
Quindi lo sviluppatore diventa il “venditore” ed è responsabile di tutte le trattenute fiscali legate alla vendita delle applicazioni.
Non sono bravissimo in materia fiscale, ma mi sembra di capire che se sono il “venditore” devo anche emettere fattura al cliente a cui ho venduto la mia app. In alternativa mi troverei ad aver incassato una quota IVA (che viene specificata nella ricevuta di conferma della transazione economica) non giustificata e a cui non corrisponde nessun documento di vendita.
Infatti la grande differenza con il sistema Apple è che Apple dichiara di assolvere l’onere di gestione dell’IVA (15% – Lussemburgo) e si trattiene l’importo relativo mentre Google versa l’importo IVA incassato dal cliente finale, direttamente sul conto dello sviluppatore.
Quindi come sviluppatore mi trovo ad aver incassato da Google il mio 70% + l’IVA calcolata sul prezzo finale.
A questo punto cosa devo fare di questa IVA? me la tengo? ed emetto fattura a Google per tutto l’importo che mi ha versato?
O devo specificare che la vendita della mia app è esente IVA e quindi non viene addebitata all’utente finale?
Federico
12 Febbraio 2014
Filip AndreiBuongiorno,
Come ho visto che hanno scritto in molti, anche io ho un dubbio.
Voglio pubblicare delle app su Google Play.
Attualmento non ho la P.IVA e non vorrei nemmeno farla.
Posso pubblicare le applicazioni e venderle su Google Play senza P.IVA o la devo fare per forza?
Grazie.
Filip
16 Luglio 2014
DarioMi raccomando i contenuti di questo articolo sono superati. Per l’ultima versione fate riferimento all’aggiornamento al link http://www.devapp.it/wordpress/adempimenti-fiscali-per-gli-sviluppatori-di-app-mobile-ios-e-android.html
8 Aprile 2019
FrancescaBuongiorno, purtroppo devo capire come compilare le fatture per delle app che ho pubblicato su Apple e Google, quale indirizzo e codice Iva (o vaT) devo scrivere per inviare correttamente la fattura (in elettronica)
14 Maggio 2020
MarioBuonasera, sono un commercialista e seguo dei ragazzi che hanno sviluppato un’app.
Il discorso fattura è complesso e in giro c’è davvero poco, ad ogni modo per praticità mi sto comportando in questo modo, spero vivamente in un confronto costruttivo….
Per quanto riguarda Google, sebbene la gestione della piattaforma (GOOGLE PLAY) sia gestita dalla società irlandese Google Commerce Limited (VAT: IE 9825613N) – (così mi risulta, se qualcuno può smentire ben venga) – i pagamenti vengono gestiti da Google Payment (VAT: GB 905984982) che ogni mese invia una ricevuta di pagamento e, pertanto, emetto fattura a quest’ultima.
Per quanto riguarda Apple, in pratica, c’è solo un bonifico in entrata. Dall’IBAN si capisce che proviene dall’UK ma nella distinta di bonifico c’è scritto ordinante APPLE INC California (US) quindi, in mancanza di altro, la fattura la emettiamo a loro come operazione non soggetta a IVA art 7 dpr 633/1972.
Dico tutto questo perché penso che sia necessario adottare una strategia univoca, valida per tutti, che permetta di individuare e, col tempo, consolidare una “Best Practice”
Potremmo confrontarci su telegram dove ho creato il gruppo @commercialistiapps .