Ciao a tutti, sono il Dott. Dario Grilli, Commercialista dello Studio Silvani di Milano, e in questo primo articolo vorrei proporre alla vostra attenzione alcune considerazioni che potrebbero fare al caso vostro: parleremo infatti degli adempimenti fiscali per figure professionali proprio come potrebbe essere la vostra, quella dello sviluppatore di applicazioni iPhone (e mobile in genere).
Un possibile profilo per sviluppatori di applicazioni per smartphone (app developer) potrebbe essere il seguente:
- Apertura di Partita Iva con adesione al regime delle nuove iniziative imprenditoriali e iscrizione presso la Camera di Commercio verificando il rispetto delle quattro condizioni per potervi accedere:
- il soggetto non deve avere esercitato, nei tre anni precedenti, neppure in forma associata o familiare, un’attività artistica, professionale o d’impresa. La semplice apertura di partita IVA non costituisce automaticamente causa di esclusione dal regime fiscale agevolato del presente articolo, occorrendo a tal fine l’effettivo esercizio dell’attività;
- la nuova attività non deve costituire, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, anche sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa. Viene considerata mera prosecuzione dell’attività in precedenza esercitata quella che presenta il carattere della novità unicamente sotto l’aspetto formale ma che viene svolta in sostanziale continuità (utilizzando, ad esempio, gli stessi beni dell’attività precedente, nello stesso luogo e nei confronti degli stessi clienti);
- l’ammontare dei compensi e dei ricavi non deve superare il limite di euro 30.987,41 (la condizione deve essere dichiarata nel modello AA7 di inizio attività e l’importo non deve essere ragguagliato all’anno);
- siano regolarmente adempiuti gli obblighi previdenziali, assicurativi ed amministrativi.
- Iscrizione alla gestione INPS artigiani/commercianti e relativo versamento contributivo in 4 rate trimestrali per un totale di euro 2.887.14, fino ad un massimo di reddito d’impresa pari ad euro 14.334,00; oltre tale soglia di reddito, andranno versati i contributi a percentuale variabile dal 17,09% al 21,09% a seconda dell’età e del fatturato
La durata del regime agevolato si applica al periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata ed ai due successivi (3 anni totali al massimo).
AGEVOLAZIONI FISCALI
Il regime agevolato prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF pari al 10% del reddito imponibile determinato nei modi ordinari (quindi al netto dei costi).
Sul reddito soggetto ad imposta sostitutiva, inoltre, non sono dovute le addizionali regionali e comunali IRPEF.
Nel caso di compensi ordinariamente soggetti a ritenuta d’acconto, i sostituti d’imposta che li corrispondono ad un soggetto che fruisce del regime agevolato non devono operare la ritenuta (in tal caso sulla fattura o parcella dovrà essere indicato “prestazione non soggetta a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 13 della legge 388/2000”).
SEMPLIFICAZIONI CONTABILI:
I soggetti ammessi al regime agevolato sono esonerati:
- dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili;
- dalle liquidazioni e dai versamenti periodici rilevanti ai fini dell’IVA;
- dal versamento dell’acconto annuale dell’IVA;
- dal versamento delle addizionali comunali e regionali all’IRPEF.
Restano, invece, i seguenti obblighi:
- Emissione fattura non soggetta I.V.A. art. 7 ter, adempimenti INTRASTAT per fatture a soggetti INTRACEE (nel caso di incassi da Apple, Google o Microsoft con sede intracee);
- Conservazione dei documenti ricevuti ed emessi, ai sensi dell’articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600;
- Fatturazione e certificazione dei corrispettivi, ove prescritto;
- Presentazione delle dichiarazioni annuali;
- versamento dell’IRAP (se si superano determinati limiti);
- tenuta delle scritture contabili e adempimenti dei sostituti d’imposta previsti dall’art. 21 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 (libro matricola e gli altri libri imposti dalla legislazione sulla lavoro);
- Compilazione dei modelli studi di settore dal 2° anno;
- Presentazione dei modelli INTRASTAT e BLACK LIST ove necessario.
ALCUNI VANTAGGI
Gli sviluppatori di app per mobile con partita IVA possono dedurre dal reddito imponibile tutti i costi inerenti l’attività (ad esempio: acquisto di telefoni cellulari, tablet, iPad, internet, PC, accessori vari e ogni altro costo utile per lo sviluppo dell’attività) e tassare il residuo netto solo al 10% (anziché al 23% minimo dell’IRPEF oltre addizionali).
Le semplificazioni contabili già citate tra cui l’emissione delle fatture ad Apple, Google o Microsoft senza IVA.
Il profilo presentato dovrebbe poi essere adattato e “disegnato” sulla base delle dimensioni e del fatturato realizzato e prevedibile del developer. Altre forme (associazioni, SNC, SAS, SRL uni personali, etc..) dovrebbero infatti essere l’evoluzione dopo i primi 3 anni di regime agevolativo.
Restiamo a disposizione per eventuali approfondimenti o chiarimenti.
TUTTI GLI ARTICOLI SUGLI ADEMPIMENTI FISCALI
- Vai all’articolo del 15 dicembre 2010
- Vai all’articolo del 27 gennaio 2012
- Vai all’articolo del 15 luglio 2014












115 Responses to “Adempimenti fiscali per sviluppatori di applicazioni mobile (iPhone, Android, Win Mobile 7, …)”
15 Dicembre 2010
Fabrzio GuglielminoComplimenti per l’ottimo articolo.
Nell’ambito dello sviluppo per iOS c’è una grande confusione sulle tassazioni applicate alla fonte da Apple e sulla modulistica necessaria per gestire correttamente l’iter tra il nostro paese e gli USA. Credo che un articolo focalizzato su questi temi sarebbe di gran interesse per i frequentatori di DevApp (ovviamente problemi simili ci sono per lo sviluppo Android, Windows Mobile …).
15 Dicembre 2010
Tweets that mention Adempimenti fiscali per sviluppatori di applicazioni mobile (iPhone, Android, Win Mobile 7, ...) | devAPP -- Topsy.com[…] This post was mentioned on Twitter by effeerre75 – IW2MVI, Rynox and iPadWorld.it, devAPP. devAPP said: Adempimenti fiscali per sviluppatori di applicazioni mobile (iPhone, Android, Win Mobile 7, …) http://bit.ly/hYjxnq […]
15 Dicembre 2010
yukhComplimenti.
Io però avevo visto che non è necessaria la partita iva, basta dichiarare i proventi come “Opera dell’ingegno” nella normale dichiarazione dei redditi.
Qualcun’altro può darmi conferma ?
15 Dicembre 2010
BrunoOttimo articolo, grazie mille!
Mi rendo conto solo ora che nel panorama italiano non esiste praticamente nulla che spieghi le implicazioni contabili per chi vuole aprire un’attività del genere.
Inutile sottolineare come, gradendo il topic, mi auguro e invito a pubblicarne altri : i consigli in questo senso non sono mai abbastanza!
15 Dicembre 2010
BigBalli…e per quanto riguarda la collaborazione occasionale/a progetto/con ritenuta?
Il limite dei 5000eur è sempre stato un po indefinito quindi c’è chi dice sia annuo e chi dice a progetto.
Come valutate questa situazione? Quale conviene? Pro/contro?
16 Dicembre 2010
AlessioQuello che manca ed è molto utile è capire il tipo di codice IVA da attivare. Quello da consulente o da produttore di software?
16 Dicembre 2010
Dario GrilliLa collaborazione occasionale (quella del limite 5.000 euro) non può durare più di 30 giorni, è molto conveniente perchè non ha adempimenti burocratici obbligatori, ritenuta del 20%.
Posso fare due prestazioni occasionali da 5.000 euro a due soggetti diversi, la prima non ha INPS per la seconda invece dovrò assoggettarla ad INPS (ritenuta sempre 20%)
La collaborazione a progetto è tassata come il lavoro dipendente ed ha INPS da versare (meno conveniente)
16 Dicembre 2010
Dario GrilliIl codice attività dipende dall’attività predominante e principale, influenza anche eventuali studi di settore quindi è importante verificare l’attività che produce il maggior fatturato. Se, ad esempio, i maggiori ricavi derivano da vendite sull’apple store dell’applicativo il codice attività dovrebbe essere 62.01.00 – produzione di software non connesso all’edizione.
16 Dicembre 2010
LeonardoPer le app gratuite (senza iAd/AdMob), e’ richiesta comunque la P.IVA o qualche tipo di adempimento fiscale ?
16 Dicembre 2010
Dario GrilliSe le pubblichi tu come persona fisica e non detrai alcun costo, non ci sono redditi da dichiarare, quindi nessun adempimento e nessuna partita IVA
17 Dicembre 2010
GiulioPer un minorenne cambia qualcosa?
17 Dicembre 2010
LuigiEmissione fattura non soggetta I.V.A. art. 7 ter, adempimenti INTRASTAT per fatture a soggetti INTRACEE (nel caso di incassi da Apple, Google o Microsoft con sede intracee);
Se ho una SaS come fatturo gli introiti provenienti da Apple?
21 Dicembre 2010
FrancescoSe ho una ditta individuale con regolare p.iva, i guadagni della mia applicazione su appstore li devo fatturare? a chi? come?
Ho sentito in giro che devi fornire una fattura ad apple, ma adesso come adesso non c’è più bisogno che le invii ad apple le fatture…. confermate?
23 Dicembre 2010
comand89Cioè? se un privato pubblica un’app e ci guadagna non deve dichiarare niente di niente? in pratica basta acquistare la licenza singola e incassare i soldi? O.o
23 Dicembre 2010
EnricoMa se i guadagni sono ridicoli? Per cifre basse (ad esempio meno di mille euro annui) ovviamente è improponibile aprire partita iva. Come bisogna comportarsi in questi casi?
Occorre comunque dichiarare? E se sì come? E se sì si deve pagare qualcosa di tasse?
26 Dicembre 2010
MatteoIo sono un ragazzo minorenne che ha da poco preso la licenza, pronto a mettere in vendita la mia applicazione per 79 cent.
Facendo tutto questo per gioco e per passione sarei costretto ad aprire la partita iva? non ci sono altre soluzioni?
Se i guadagni sono miseri (meno di 1000€/anno) come ci si deve comportare?
Secondo me ci vorrebbe qualcosa che agevoli questi “lavori” anche per chi non ne vuole creare una vera professione…
27 Dicembre 2010
Robertoottima domanda Enrico! Per un lavoratore DIPENDENTE che nel tempo libero sviluppa qualcosina e vende poche applicazioni, quale sarà la condizione fiscale più conveniente?
4 Gennaio 2011
WMStesso dilemma…
13 Gennaio 2011
StefanoRiassumendo:
Minorenni:
non possono sviluppare, Apple non consente di aderire al programma di sviluppo ai minorenni (come anche facebook non consente ai minorenni di iscriversi, che poi mentano sull’eta’ e’ un altro discorso)
Maggiorenni:
A) app gratuite e senza iAd/AdMob: si sviluppa per la fama e la gloria, non si guadgna nulla e non si dichiara nulla.
B) app a pagamento e/o con iAd/AdMob:
2. lavoratore dipendente: non puo’ sviluppare e guadagnare, puo’ solo scrivere app gratuite.
3. sviluppatori indipendenti: si appoggiano a societa’ per le quali sviluppano app che vengono pagate in un unica soluzione come collaborazione occasionale (<5000 euro) oppure come collaborazione a progetto oppure vengono assunti con contratto.
4.sviluppatori freelance: aprono partita iva con il regime qui suggerito, vendono le app direttamente ad Apple ricavandone il 70% netto su cui pagano il 10% + INPS + costi di gestione (ovvero altri 1500 euro/annui), deducono le spese (iphone, ipad, dev program, mac, adsl…) e in caso si servano di collaboratori li pagano con R.A. Poi dopo 3 anni decidono a che regime passare nel caso abbiano avuto un successo.
13 Gennaio 2011
francescoSalve Dott. Grilli
sono lavoratore dipendente (non di una società che sviluppa software), ho partita iva e realizzo app a pagamento (aderisco al regime dei minimi), non pago INPS (la versa la mia azienda ed il mio commercialista dice che non sono cumulabili), non pago INAIL perchè non corro rischi da coprire con assicurazione.
è una soluzione che si sente di consigliare? che differenze (in termini di soldini pagati in tasse) ci sono fra la soluzione che ho adottato e quella che consiglia lei?
francesco
13 Gennaio 2011
RobertoPer quanto ne so io, con il regime dei minimi non è possibile emettere fattura ad una azeinda estera (apple).
14 Gennaio 2011
StefanoAh quindi e’ possibile come dipendente con p.iva e con regime dei minimi?! Questo punto non mi e’ chiaro, nel caso si sia dipendenti di una societa’ che non ha il proprio core business nel software e tuttavia per questa societa’ si sviluppi software di gestione interna? E’ possibile aprire p.iva e vendere su Appstore?
21 Gennaio 2011
GiovanniScusate.
Io sono un libero professionista, e pertanto ho già la p.iva. Non mi basta fare una fattura ad Apple?
Giovanni
22 Gennaio 2011
Iscrizione all'iOS Developer Program - iPhone Italia Forum[…] […]
23 Gennaio 2011
LuigiSalve, mi sto cominciando ad informare perchè volevo sviluppare la mia prima app. Io però sono lavoratore dipendente per una ditta che sviluppa software anche se di natura totalmente differente alle apps. Se quindi volessi pubblicare su app store la mia applicazione dovrei rilasciarla in modo gratuito? E per di più pagare 99$ ad apple? Mi sembra strano.
Per il momento grazie.
26 Gennaio 2011
albertoanch’io ho partita iva. ho provato ad aderire a iOS Developer Program come Company, ma Apple mi dice che non essendo una società mi devo iscrivere come individuo.
iscrivendomi come individuo potrò fare ugualmnte fattura?
alberto
26 Gennaio 2011
Revenge SoftSalve, siamo un gruppo di sviluppatori che hanno già portato a compimento una decina di app. Ora sarebbe arrivato il momento di iscriversi al Developer Program, tuttavia siamo minorenni; ovviamente dovremmo fare affidamento su un parente, tuttavia nessuno ha la partita IVA o la possibilità d’aprirla. Alla luce di ciò, dobbiamo abbandonare tutto e aspettare la maggiore età? Anche se v’è la possibilità d’iscriversi utilizzando l’opzione opera d’ingegno, nel momento in cui si superano i 5.000 euro l’anno (da tassare, giusto?) è necessario aprire una p. IVA.
Grazie.
7 Febbraio 2011
alphaSalve, sono dipendente di un’azienda che vende e produce software. Con le mie risorse e per mio conto ho sviluppato un’applicazione iPhone che vorrei pubblicare e vendere sullo store Apple. Ovviamente mi auguro di superare sia i 5000 Euro soglia del rapporto occasionale sia i 30000 Euro soglia per le agevolazioni fiscali esposte a inizio discussione.
Tenendo presente che non ho costi da scaricare, dal punto di vista di guadagno e fiscale è meglio pubblicare e vendere l’applicazione a mio nome o devo aprire una partita IVA e perché?
Ringrazio tutti anticipatamente.
9 Febbraio 2011
ritequilaSalve a tutti.
ottimo articolo! ma ho ancora qualche dubbio.
a quanto ho capito sembra necessaria una partita iva per poter fornire fattura ad apple e dichiarare in italia i redditi generati dalla vendita di applicazioni su appstore.
premetto che io sono un lavoratore dipendente a contratto indeterminato.
l’unica forma che sembra compatibile con la mia posizione attuale è il ‘regime fiscale dei contribuenti minimi’, che (fino ad un tetto di 30.000€), permette di non tener conto di altri redditi (tipo lavoro dipendente) per la dichiarazione.
ora, una delle limitazioni di questo regime fiscale dovrebbe essere la cessione all’esportazione (visto che apple opera in un paese extraeuropeo ).
d’altrocanto ho letto in un articolo (http://www.giorgiotave.it/forum/f-q-fisco-e-leggi-tutte-le-domande-e-risposte/66136-f-q-web-fisco-e_commerce-adsense-adword.html) che per quanto riguarda le app, non dovrebbe configurarsi un problema di esportazione in quanto si tratta di servizi disponibili in download(http://www.e-services.agenziaentrate.it/regime_speciale/operazioni.htm).
quindi chiedo a chi fosse più sperto al riguardo (e ci vuole poco):
posso procedere all’apertura di una PI soggetta al suddetto regime fiscale, e vendere tranquillamente le mie app (ovviamente non superando i famosi 30.000€ lordi annui)?
stando all’articolo non sembra necessaria l’iscrizione alla camera di commercio, giusto?
grazie in anticipo per ogni risposta.
9 Febbraio 2011
WMCiao,
sono nella tua condizione. L’idea che mi sono fatto, leggendo in giro, è che conviene iniziare senza partita IVA (visti i costi), se gli intoriti sono esegui (entro i famosi 5000E/anno), basta dichiararli nel 730.
In più ho il problema della collaborazione….se pubblico con un mio account e guadagno, ad esempio 1000E/anno, ma devo spartire con un collaboratore (ad esempio 60-40) come faccio a non pagare le tasse per 1000E ma solo per 600E?? Una notula?
Saluti
9 Febbraio 2011
Dario GrilliNon è necessaria la fattura per Apple e non è necessario o obbligatorio aprire p.iva per pubblicare e vendere su app store.
La vendita tramite app store (rapporto Italia – Irlanda)di sw (prestazione di servizi) è compatibile con il regime dei minimi
L’iscrizione in camera di commercio va valutata caso per caso
10 Febbraio 2011
ritequilabuongiorno dott. Grilli e grazie per la sua risposta.
se apple non richiede fattura, allora il modo più conveniente di iniziare sarebbe quello consigliato anche da WM, e cioè registrarsi all’ apple developer program come persona fisica e senza PI ?
e ovviamente nell’eventualità di un superamento della soglia dei 5000€/anno non basterebbe più dichiarare tramite 730, ma valutare l’apertura di una PI. giusto?
questo significa che gli eventuali guadagni generati da vendita di app, rientrano nel panorama ‘prestazioni occasionali’?
saluti e grazie ancora per le sue delucidazioni.
Matteo.
10 Febbraio 2011
Dario GrilliGli accordi con il collaboratore devono essere esplicitati in un documento con data certa (fai un contrattino). Poi gli giri la sua quota ad ogni accredito ed ognuno dichiara il guadagno di sua competenza (600 euro tu e 400 lui)
10 Febbraio 2011
ritequilail testo citato sul problema della collaborazione non era il mio, come mai c’è scritto ritequila?? mah…
comunque mi rimane un dubbio…come possono essere giustificati come prestazioni occasionali i pagamenti ricevuti da apple, se sono continuativi nel tempo?
10 Febbraio 2011
ritequilaciao WM.
“Si debbono intendere quali prestazioni occasionali i rapporti di durata complessiva non superiore, nell’anno solare, a trenta giorni con lo stesso committente; il compenso complessivo annuo che il prestatore percepisce dallo stesso committente non deve superare i 5.000 Euro.”
Non credo quindi che sia possibile iniziare senza PI, perché anche se si trattasse dei guadagni minimi, si supererebbe comunque il limite dei 30 gg con il committente Apple 🙁
10 Febbraio 2011
WMGrazie Mille Dario!
Immagino che valga lo stesso discorso se invece la cifra è fissa (es pago 500E una tantum per il codice)?
Grazie ancora
13 Febbraio 2011
danimartialiceSalve Dott.Grilli,
in tutte queste domande e risposte, mi sono un po’ persa, probabilmente ha già risposto a qualcuno che ha una situazione analoga alla mia ….abbia pazienza.
Sono lavoratrice dipendente (part-time verticale 2 gg a settimana…), mi sono iscritta come sviluppatore Apple persona fisica e spero a breve di pubblicare la mia prima App, non so ancora se gratuita o a pagamento e/o con iAd, (anche se penso di si )…
Devo aprire P.I. ?
Posso rientrare nel regime fiscale dei minimi ?
Grazie infinite .
18 Marzo 2011
PeppeLa mazzata reale è quell’INPS minima di 2887 euro, inizierebbe a convenire se si ha un reddito di impresa non inferiore a quei 14mila indicati, al di sotto l’INPS peserebbe di molti più punti % di quel 17-21% imposto successivamente.
28 Marzo 2011
mdcè possibilee riepilogare la situazione?
30 Marzo 2011
Aiuto con AdMob! - Pagina 2 - Forum Android Italiano[…] […]
2 Aprile 2011
FrancoGentile Dottore,
Un libero professionista (avvocato) come si deve comportare, fiscalmente?
Non e’ possibile per tale categoria aprire una partita iva per attivita’ commerciali ….
Ma dichiarare i redditi come attivita’ di ingegno, come se si fosse scritta una pubblicazione scientifica legale ?
6 Aprile 2011
gianbattistaIl limite dei 30.000 euro di ricavi o compensi deve essere
ragguagliato all’anno. Io ho iniziato la mia attività il 17/01/2011, devo rapportare il mio eventuale ricavo a 249 giorni . ovvero 30.000 : 365 x 249 = € 28684 ?
7 Aprile 2011
Dario GrilliSi deve essere ragguagliato ad anno come hai fatto tu!
18 Aprile 2011
matteo.pCiao a tutti,
ho cercato in rete ma non riesco a trovare informazioni certe.
Ho realizzato un software che vendo tramite il google market.
Sinceramente ho avuto più successo di quanto mi aspettassi (inizialmente pensavo di guadagnare pochi euro e non mi ero posto il problema) e ho guadagnato nel 2010 più di 10.000€. Vorrei chiedervi se posso contabilizzare il denaro ricevuto dalle vendite considerandolo come opera d’ingegno. Non ho partita iva perchè lo consideravo veramente un extra e mai mi sarei immaginato di superare i 5000€. Qualcuno li dichiara come proventi da “Opere di ingegno” ?
Allego alcune informazioni trovate in rete :
[quote]
E’ cosi’ per una prestazione PROFESSIONALE.
Non e’ cosi’, invece, se si parla di creazione di un sito web che e’ invece una OPERA D’INGEGNO.
Ribadisco che la creazione di siti web, della copertina di un CD, di un ipertesto, di un brano musicale, un quadro, una scultura, una immagine artistica, etc…. Sono tutte “OPERE DI INGEGNO” !
La legge le tratta in modo molto piu’ favorevole rispetto alle prestazioni occasionali.
In particolare, per le opere di ingegno:
1) Niente limite dei 5000 Euro/anno per l’esenzione alla contribuzione INPS. Si possono quadagnare anche milioni di euro l’anno come opere di ingegno (vedi gli artisti che lavorano per RAI o Mediaset, o gli autori di libri famosi). E si emette sempre e solo una notula, con ritenuta d’acconto del 20%, e morta li.
2) Fatto 1000 l’importo lordo del provento, la ritenuta d’acconto del 20% non si calcola sui 1000 Euro, ma, sul 75% (quindi 750 Euro*0.20=150 Euro), in quanto la legge riconosce forfettariamente un 25% di spese per la produzione. Se pero’ l’autore ha meno di 35 anni, la percentuale di imponibilita’ IRPEF si riduce dal 75% al 60%, quindi i giovani autori pagano ancora meno tasse…
Ecco i due esempi di calcolo:
Code:
Autore “attempato”
Importo lordo della rpestazione 1000 Euro
Spese di produzione forfettarie 250 Euro
Imponbile IRPEF 750 Euro
Ritenuta d’acconto 20% 150 Euro
Netto a pagare 850 Euro
Code:
Autore “giovane” (meno di 35 anni)
Importo lordo della rpestazione 1000 Euro
Spese di produzione forfettarie 400 Euro
Imponbile IRPEF 600 Euro
Ritenuta d’acconto 20% 120 Euro
Netto a pagare 880 Euro
3) Non e’ vero che la ritenuta alla fonte del 20% esaurisce la rilevanza fiscale del provento (questo vale sia per le prestazioni occasionali, sia per le opere di ingegno). In linea di principio, questi proventi, e le relative ritenute alla fonte, debbono sempre essere indicate negli appositi campi del mod. 730 o Unico. Se si hanno pochi redditi, si finisce A CREDITO DI IMPOSTA, quindi si recupera anche quel 20% che era stato versato! Quindi CONVIENE fare la dichiarazione dei redditi, anche se siamo sotto il reddito annuo minimo che la rende obbligatoria. Se uno invece ha gia’ un altro lavoro, allora il 20% gia trattenuto alla fonte e’ poco, dovreste pagare di piu’ tramite il conguaglio fiscale. Se quindi omettete di dichiarare i proventi da opere di ingegno (o da prestazione occasionale, in questo caso le cose coincidono), pensando che il 20% gia’ pagato sia sufficiente, siete in errore! Rischiate una pesante sanzione per infedele dichiarazione…
4) In ogni caso le opere di ingegno NON SONO ATTIVITA’ DI LAVORO DIPENDENTE e come tali non sono soggette ad alcuna forma previdenziale (leggi INPS) o di tutela dei lavoratori (leggi INAIL).
5) Le opere di ingegno NON SONO SOGGETTE AD IVA, nemmeno se realizzate da un professionista titolare di partita IVA. Far pagare l’IVA su una opera di ingegno e’ una palese violazione del DPR 633 e modifiche.
6) Si legge in piu’ punti su questo forum il consiglio di rivolgersi ad un Commercialista per avere chiarimenti e informazioni “certe”. La mia personale esperienza e’ che i commercialisti NON CONOSCONO la normativa foscale sulle opere di ingegno, e danno suggerimenti del tutto errati in materia (ancorche’ solitamente a favore delle loro tasche, visto che spesso convincono chi si rivolge loro della necessita’ di aprire partita IVA o cose del genere). Conviene invece rivolgersi ad una delle associazioni di categoria degli autori di opere di ingegno, quali quelle dei musicisti, dei giornalisti, dei fotografi d’arte, etc.
7) Ricordatevi che rientrano fra le opere d’ingegno la maggior parte dei “prodotti” informatici: siti web, CD-ROM, ipertesti, programmi per elaboratori, grafica artistica sia bitmap che vettoriale, fotografia digitale artistica, suoni, video, musica (sia come partitura MIDI, sia come file audio WAV o MP3) , ed ovviamente testi letterari, manuali, testi scientifici e tecnici, romanzi, racconti di viaggi, articoli giornalistici o scientifici, contributi a blog, social networks, o altre moderne forme di espressione multimediale.
[/quote]
19 Aprile 2011
danielaNessuno parla dell’iscrizione alla camera di commercio.
Mi chiedo se occorre fare questa iscrizione , visto che lo sviluppo di software può rientrare in un discorso di “ARTIGIANO”, oppure se si può evitare ( visto che in tal caso si risparmierebbero circa 3000 euro l’anno di contributi INPS).
Qualcuno di voi, oltre alla Partita Iva è quindi anche iscritto alla Camera di commercio ?
19 Aprile 2011
Dario GrilliTante domande e tutte che meriterebbero almeno un articolo.
Brevissimamente:
Matteo.p – cedere l’opera dell’ingegno dovrebbe equivalere a cedere tutti i diritti allo sfruttamento economico. nels enso cedi il diritto d’autore, irreversibile e non il semplice prodotto.
Daniela – il problema INSP è complicato, ci sono tante esimenti e calcoli, se ad esempio tu lavori full time presso un datore di lavoro non devi pagare inps anche se ti iscrivi in CCIAA
24 Maggio 2011
EdoardoSalve dott. Grilli
Io possiedo una S.r.l. Per lo sviluppo software e abbiamo su AppStore un videogioco pubblicato da un importante publisher inglese che ci accredita in percentuale delle royalties per il copyright. In questo caso come giustifico fiscalmente questi ingressi?
Grazie mille
6 Giugno 2011
Luka KamaSalve a tutti,
sono un dipendente a tempo indeterminato di una società che produce software per medie imprese, e sto sviluppando, per conto mio, un’applicazione per Android che avevo intenzione di mettere in vendita sul market.
Lo sviluppo su Android è parte dei target della società per cui lavoro, che però raggiunge questa piattaforma sviluppando in un linguaggio generico (Air di Adobe) che non centra nulla dallo svilupparci direttamente, quindi ho studiato quanto necessario e sviluppato l’applicazione unicamente nel mio tempo libero.
Volevo sapere se, vista la mia situazione, posso permettermi di vendere l’applicazione sul market, oppure se mi trovo con le mani legate dato che potrei entrare “in conflitto” con la società per cui lavoro, anche se il metodo di sviluppo ed il target di utenze sono differenti.
Grazie mille,
Luca.
8 Giugno 2011
Davide CerettoGentile Dott. Grilli,
le chiedo cortesemente di riassumere ciò che dovrebbe fare un dipendente a tempo indeterminato (full-time) per poter cominciare a vendere applicazioni Mobile (nel mio caso Apple).
Il dubbio più grande é ovviamente sulla mole di introiti che si genereranno una volta pubblicata la/e applicazione/i. Di seguito elenco alcune incognite:
1) É possibile cominciare senza partita IVA e deciderne l’apertura solo in prossimità del raggiungimento dei fatidici 5000 euro annui (l’apertura di una partita IVA per una applicazione che potrebbe generare introiti per 50 euro mi sembra azzardata..)?
2) É possibile NON aprire per niente partita IVA e dichiarare semplicemente gli introiti nel 730 (in tal caso cosa comporterebbe)?
Nel caso di apertura partita IVA:
3) adesione ai regimi minimi / nuove iniziative imprenditoriali? Quale delle due é meglio?
4) nel caso non fosse possibile aderire ad una delle precedenti agevolazioni (per esempio nel caso di dipendenti di azienda di settore o di non rispetto di una delle 4 condizioni elencate nel Suo articolo) quali sono le azioni da svolgere? Con che oneri?
5) La partita IVA é da aprire come libero professionista? impresa? lumi per cortesia..
O.T: Qualcuno sa indicarmi se la scelta corretta nel modulo “Certificate of Foreign Status of Beneficial Owner”, da compilare su iTunes Connect, é “Individual/Sole Proprietor”?
Le domande possono sembrare banali, ma per un soggetto che ha sempre avuto contratti di lavoro dipendente il mondo delle partite IVA é oscuro.
La ringrazio per il servizio che sta offrendo a tutti noi,
Davide.
15 Luglio 2011
MauroGentilissimo Dott. Grilli,
grazie davvero per il post, credo sia chiarificatore per la maggior parte.
Tuttavia ho ancora un dubbio: io ho una partita iva da consulente (ingegnere), secondo lei è possibile utilizzarla per ricevere i pagamenti da Apple?
Il problema è legato sia alla tipologia di attività che allo svolgimento di un’attività commerciale (che come libero professionista ingegnere non potrei esercitare) ed eventuali incompatibilità con la libera professione.
Tuttavia il fatto che il pagamento arrivi da un solo soggetto (Apple) di fatto non comporta una vera e propria attività commerciale.
La ringrazio per l’attenzione,
Mauro