Ciao a tutti, sono il Dott. Dario Grilli, Commercialista dello Studio Silvani di Milano, e in questo primo articolo vorrei proporre alla vostra attenzione alcune considerazioni che potrebbero fare al caso vostro: parleremo infatti degli adempimenti fiscali per figure professionali proprio come potrebbe essere la vostra, quella dello sviluppatore di applicazioni iPhone (e mobile in genere).
Un possibile profilo per sviluppatori di applicazioni per smartphone (app developer) potrebbe essere il seguente:
- Apertura di Partita Iva con adesione al regime delle nuove iniziative imprenditoriali e iscrizione presso la Camera di Commercio verificando il rispetto delle quattro condizioni per potervi accedere:
- il soggetto non deve avere esercitato, nei tre anni precedenti, neppure in forma associata o familiare, un’attività artistica, professionale o d’impresa. La semplice apertura di partita IVA non costituisce automaticamente causa di esclusione dal regime fiscale agevolato del presente articolo, occorrendo a tal fine l’effettivo esercizio dell’attività;
- la nuova attività non deve costituire, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, anche sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa. Viene considerata mera prosecuzione dell’attività in precedenza esercitata quella che presenta il carattere della novità unicamente sotto l’aspetto formale ma che viene svolta in sostanziale continuità (utilizzando, ad esempio, gli stessi beni dell’attività precedente, nello stesso luogo e nei confronti degli stessi clienti);
- l’ammontare dei compensi e dei ricavi non deve superare il limite di euro 30.987,41 (la condizione deve essere dichiarata nel modello AA7 di inizio attività e l’importo non deve essere ragguagliato all’anno);
- siano regolarmente adempiuti gli obblighi previdenziali, assicurativi ed amministrativi.
- Iscrizione alla gestione INPS artigiani/commercianti e relativo versamento contributivo in 4 rate trimestrali per un totale di euro 2.887.14, fino ad un massimo di reddito d’impresa pari ad euro 14.334,00; oltre tale soglia di reddito, andranno versati i contributi a percentuale variabile dal 17,09% al 21,09% a seconda dell’età e del fatturato
La durata del regime agevolato si applica al periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata ed ai due successivi (3 anni totali al massimo).
AGEVOLAZIONI FISCALI
Il regime agevolato prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF pari al 10% del reddito imponibile determinato nei modi ordinari (quindi al netto dei costi).
Sul reddito soggetto ad imposta sostitutiva, inoltre, non sono dovute le addizionali regionali e comunali IRPEF.
Nel caso di compensi ordinariamente soggetti a ritenuta d’acconto, i sostituti d’imposta che li corrispondono ad un soggetto che fruisce del regime agevolato non devono operare la ritenuta (in tal caso sulla fattura o parcella dovrà essere indicato “prestazione non soggetta a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 13 della legge 388/2000”).
SEMPLIFICAZIONI CONTABILI:
I soggetti ammessi al regime agevolato sono esonerati:
- dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili;
- dalle liquidazioni e dai versamenti periodici rilevanti ai fini dell’IVA;
- dal versamento dell’acconto annuale dell’IVA;
- dal versamento delle addizionali comunali e regionali all’IRPEF.
Restano, invece, i seguenti obblighi:
- Emissione fattura non soggetta I.V.A. art. 7 ter, adempimenti INTRASTAT per fatture a soggetti INTRACEE (nel caso di incassi da Apple, Google o Microsoft con sede intracee);
- Conservazione dei documenti ricevuti ed emessi, ai sensi dell’articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600;
- Fatturazione e certificazione dei corrispettivi, ove prescritto;
- Presentazione delle dichiarazioni annuali;
- versamento dell’IRAP (se si superano determinati limiti);
- tenuta delle scritture contabili e adempimenti dei sostituti d’imposta previsti dall’art. 21 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 (libro matricola e gli altri libri imposti dalla legislazione sulla lavoro);
- Compilazione dei modelli studi di settore dal 2° anno;
- Presentazione dei modelli INTRASTAT e BLACK LIST ove necessario.
ALCUNI VANTAGGI
Gli sviluppatori di app per mobile con partita IVA possono dedurre dal reddito imponibile tutti i costi inerenti l’attività (ad esempio: acquisto di telefoni cellulari, tablet, iPad, internet, PC, accessori vari e ogni altro costo utile per lo sviluppo dell’attività) e tassare il residuo netto solo al 10% (anziché al 23% minimo dell’IRPEF oltre addizionali).
Le semplificazioni contabili già citate tra cui l’emissione delle fatture ad Apple, Google o Microsoft senza IVA.
Il profilo presentato dovrebbe poi essere adattato e “disegnato” sulla base delle dimensioni e del fatturato realizzato e prevedibile del developer. Altre forme (associazioni, SNC, SAS, SRL uni personali, etc..) dovrebbero infatti essere l’evoluzione dopo i primi 3 anni di regime agevolativo.
Restiamo a disposizione per eventuali approfondimenti o chiarimenti.
TUTTI GLI ARTICOLI SUGLI ADEMPIMENTI FISCALI
- Vai all’articolo del 15 dicembre 2010
- Vai all’articolo del 27 gennaio 2012
- Vai all’articolo del 15 luglio 2014












115 Responses to “Adempimenti fiscali per sviluppatori di applicazioni mobile (iPhone, Android, Win Mobile 7, …)”
15 Luglio 2011
Dario Grilli@Mauro: Se i pagamenti da Apple sono rilevanti occorre estendere il codice attività di edizione software alla tua partita IVA.
Riguardo l’incompatibilità occorre sentire l’ordine per conferma.
Se, come temo, diranno che l’attività è incompatibile, l’unica alternativa è tenere i ricavi “fuori” dalla p.iva e considerarli nella sfera personale come collaborazioni (da dichiarare tra i redditi diversi)
23 Agosto 2011
MarcoGentile Dott. Grilli,
sono un ragazzo che frequenta ingegneria informatica e che per cercare di ammortizzare le spese ha deciso di iniziare a pubblicare qualche applicazione su app store.
Quello che volevo sapere, dato che non sono riuscito a capirlo anche leggendo i commenti e data la mia ignoranza in materia, è cosa devo fare per essere in regola con le leggi italiane.
Da quello che ho capito non posso appellarmi alle prestazioni occasionali dato che il rapporto con il committente(Apple) dura più di 30 giorni.
Per questo vorrei sapere i passaggi da fare e i costi per essere in regola, considerando che la mia idea è quella di riuscire a guadagnare più o meno 3000€ annui, mi sono spaventato vedendo che l’INPS ne chiede 2800€ quindi vorrei evitarmela.
Volevo sapere come essere in regola pagando inizialmente il meno possibile, dato che non posso iniziare stando già sotto di 3000€
Le chiedo se gentilmente può elencarmi tutti i passaggi da fare.
Grazie,
Marco
23 Agosto 2011
Dario GrilliCiao Marco
Il tuo caso rientra nelle prestazioni occasionali, non devi aprire p.IVA ne hai obbligo di contribuzione INPS
In sostanza incassi da Apple e dichiari in unico pf i redditi incassati tra i redditi diversi
Nessuna ritenuta, IVA o INPS
Semplice ma da dichiarare
In bocca al lupo per le tue app e attento a non superare i 5000 euro che obbligano a contribuzione INPS … In tal caso richiamami e vediamo cosa fare
25 Agosto 2011
MarcoGrazie Dott. Grilli, mi ha dato una splendida notizia!!!
1 Settembre 2011
LucaGentile Dott. Grilli,
sono un dipendente che, un po per passione, un po per arrotondare le entrate, ha deciso di sviluppare e vendere un’applicazione sull’Android Market di Google. Premetto che non punto ad alti guadagni, tanto che al massimo credo di arrivare a 2000-2500€ di vendite totali.
Purtroppo però mi sto trovando in una situazione estremamente difficile da gestire, in quando non riesco a capire come devo gestire fiscalmente le vendite dell’applicazione.
Il motivo riguarda il ruolo dello sviluppatore, che registrandosi presso l’Android Market accetta un contratto in cui è chiaramente scritto che Google è solo un tramite finanziario, e l’unico responsabile di qualsiasi adempimento fiscale sulle vendite è colui che pubblica l’applicazione, che deve infatti provvedere ad impostare le tasse da applicare per ogni stato in cui viene venduta in accordo alle leggi dello stato di residenza, e deve preoccuparsi di pagare le relative tasse all’ente di competenza.
Ragionando quindi su questo vincolo che purtroppo non mi è stato chiarito contattando il supporto di Google, significa che a differenza dell’AppStore ed Apple, la vendita avviene direttamente tra chi pubblica l’applicazione ed il privato che l’acquista, mentre Google partecipa solo nella transazione finanziaria trattenendo una “Tassa di transazione” (quindi si comporta come un Paypal).
Le chiedo quindi se i profili illustrati nell’articolo posso essere applicati anche in questo contesto, o se magari esistono dei profili o addirittura delle soluzioni alternative, come la vendita tra privati (considerando che Google consente l’acquisto sull’Android Market solo a privati), e se cortesemente può illustrali o per lo meno accennarli.
Grazie mille,
Luca
2 Settembre 2011
Dario GrilliAlcune precisazioni:
1) il regime delle nuove inizitive di cui al mio articolo (al pari del regime dei minimi) non sarà più applicabile da gennaio 2012 quando entrerà in vigore il nuovo regime dei minimi (un mix dei due) – presto scriverò un approfondimento anche su questo
2) @Luca: con Google per l’Android Market si accetta un contratto di distribuzione tra il developer e Google
http://www.android.com/us/developer-distribution-agreement.html
In tale accordo è Google che distribuisce e ti paga mensilmente, e sarà G a fatturare ai singoli proprio come nel caso di Apple.
Nel caso invece di download diretto da tuo sito o altro metodo non sarà il distributore G coinvolto e quindi dovrai fatturare all’acquirente separatamente. Anche in caso di incasso tramite G checkout, G non interviente come distributore ma solo come istituto finanziario di appoggio
3. sto contattando Google Italia SRL (qui vicino al mio studio) per far pubblicare alcuni chiarimenti per gli Android developer ufficiali a loro nome….vediamo cosa riesco ad ottenere
11 Settembre 2011
LucaGrazie mille Dott. Grilli, per la risposta e sopratutto per l’aiuto che sta dando a tutti! Spero che riesca a mettersi in contatto con Google Italia SRL, perchè sarebbe splendido poter avere una loro posizione ufficiale riguardo a come ci si deve comportare qui in italia per la distribuzione delle applicazioni a pagamento sul market.
Grazie ancora,
Luca
14 Settembre 2011
francescoSalve dott. Grilli,
dovendo emettere fattura ad Apple Sales International Ireland, quale dicitura dovrei usare? vendita di… cessione di… ricavi per…
Devo aggiungere un riferimento al nome dell’app, alla data del bonifico?riportare tutti gli estremi del bonifico (cro,cci,bic…)?
grazie infinite
15 Settembre 2011
Dario Grilli@ Francesco: Immagino che abia partita IVA. La fattura ad Apple Int Ireland è ad uso solo interno italiano, puoi inviarla via mail all’indirizzo: per completezza
La causale dipende da cosa vendi ad Apple. Se, come presumo, si tratta solo di incassi dall’apple store per la tua app allora la indirizzi a:
Billing address:
iTunes s.à r. l.
8 rue Heinrich Heine
L-1720 Luxembourg
TVA/VAT No.: LU20165772
invoice sent to:
App Store Invoicing
Apple Operations Europe
iTunes s.à r. l.
Hollyhill Industrial Estate
Hollyhill
Cork Ireland
Come data quella dell’incasso del loro bonifico
come causale metti: Application xxxxxxx (nome applicazione) e mese di incasso relativo
Il regime IVA potrebbe cambiare a seconda di eventuali regime dei contribuenti minimi o nuove attività o sulla base della tua struttura, probabilmente sarà: Non soggetto IVA DPR 633/72 art. 7-ter – NO VAT
Ricordati poi gli altri obblighi come l’intrastat
Spero che questa risposta risponda anche a tanti altri che mi contattano.
Per quanto riguarda Google Itala srl l’ufficio è molto bello ma sono completamente disorganizzati per prevedere una forma di asseverazione o di controllo di quanto da me indiacto come metodo corretto di fatturazione ed interpretazione… insomma… proverò via forum ufficiale… ma deprime vedere che un tale colosso sia così poco disponibile
15 Settembre 2011
pipesifGentile Dott. Grilli,
io mi trovo nella stessa situazione di Luca, (lavoratore dipendente) scrivo APP per passione e per cercare di arrotondare lo stipendio, le app però sono Per Apple Store.
Per ora gli incassi sono infinitamente piccoli, ma le volevo chiedere una chiarimento.
1) Esiste un limite massimo entro il quale si può evitare di fare qualunque dichiarazione/Documento/fattura? io sapevo che fino a 5000 euro annuali si stava tranquilli
2) Se non esiste l’unico modo per dichiare gli introiti è avere partita iva e quindi la fatturazione? o si poò redigere anche qualche certificato di tipo “lavoro occasionale”
Grazie in advance.. 🙂
16 Settembre 2011
francescogentilissimo e preciso come sempre!
17 Settembre 2011
SimonaGentile Dott. Grilli,
sarei interessata allo sviluppo di applicazioni per iphone e android ma mi trovo in una situazione fiscale un po’ particolare. Al momento sono titolare di partita iva con definizione altre creazioni artistiche e letterarie, e socia accomandante di una sas coniscrizione alla camera di commercio che si occupa di servizi e consulenze scientifiche. Nell’ottica di sviluppare e commercializzare app, come mi consiglia di comportarmi?
Ringrazio anticipatamente,
cordiali saluti
Simona
17 Settembre 2011
lucasalve, ogni quanto va inviata la fattura a Google?
si puo’ fare trimestrale ? perchè s eun mese ti arrivano 10 euro e il mese seguente sono 15 euro sono importi bassi
18 Settembre 2011
Vendita applicazioni Android - Obblighi fiscali? - Forum Android Italiano[…] […]
19 Settembre 2011
Luca@pipesif: In teoria per i lavoratori dipendenti c’è una tolleranza di 5000€ ma solo per lavori con tipologia di “prestazione occasionale”, che però, da quello che ho capito, non sono applicabili nel contesto della vendita di applicazioni su Apple Store e Google Market. Credo che bisogna per forza aprire aprire una Partita IVA (o magari trovare un modo per vendere l’applicazione tramite una società e farsi pagare la consulenza sullo sviluppo tramite una prestazione occasionale).
19 Settembre 2011
FabioGentile Dott. Grilli,
la ringrazio per questo approfondimento e le chiedo ancora un paio di chiarimenti.
Siamo sicuri si possa stare nel regime dei minimi se si fattura CEE o extra CEE ad Apple/Microsoft/Google?
Nel caso di Google, siamo sicuri che si fatturi a Google e non ai privati (come riporta un altro utente, l’accordo che Google sottoscrive con il cliente riporta chiaramente che il venditore è chi ha prodotto il software e non Google, anche se è poi Google che paga lo sviluppatore)?
Uno sviluppatore senza altre attività lavorative (es., studente) o con attività che non contribuiscono alla formazione del reddito (es., borsa di dottorato, assegno di ricerca) può emettere fattura a Google come libero professionista? O deve per forza iscriversi come artigiano e pagare per lo meno il minimo fisso all’INPS?
20 Settembre 2011
pipesifGrazie Luca per il tuo commento, ma aprire p.iva per i guadagni del momento non converrebbe propio, invece il discorso che si diceva sulla dichiarazione come “prodotto di ingengo”? secondo voi e possibile? sempre relativa alla situazione di lavoratore dipendente.
20 Settembre 2011
Dario Grilli@ Fabio @Luca e @pipesif: date un occhio alle mie precedenti risposte che chiariscono tanti i vostri dubbi.
La fattura cumulativa (sino a 300 euro) deve essere almeno mensile, il versamento dell’IVA può essere trimestrale ma dipende dal fatturato. Quello che scrivete in merito a obbligo IVA, collaborazioni occasionali e lavoro dipendente non è corretto e crea confusione. I redditi da app occorre sempre e comunque dichiararli e tassarli (con una ventaglio di alternative e possibilità)
@ Simona: chiedi al tuo commercialista di farti una simyulazione di tassazione nei vari casi da confrontare e scegliere la soluzione meno tar-tassata
20 Settembre 2011
Patriziavorrei aprire la mia p.i.come svluppatore android ma non capisco a chi fatturare in questi casi:
-pubblico applicazione gratuita sul market e guadagno dalla pubblictà (tramite AdMob) mi pagano tramite Paypal
-pubblico applicazione su market a pagamento mi pagano tramite Google Checkout
Grazie in anticipo
20 Settembre 2011
FabioGentile dott. Grilli,
ho trovato il commento che dà l’ok ai minimi anche con fatture CEE / extra CEE per le app, in quanto considerate servizi (un sospiro di sollievo). 🙂
Per quanto riguarda Google, invece, non ho trovato nel contratto che lei cita una voce che dica chiaramente che Google vende per noi. Anzi, dalle ricevute che mi vengono inviate come cliente del market, deduco che il venditore è purtroppo lo sviluppatore. Ha avuto chiarimenti in merito dal forum di Google?
Infine, non trovo un punto chiaro che dica se lo sviluppatore di applicazioni mobili è considerabile libero professionista (senza INPS fisso) o se deve essere per forza un’impresa, ad esempio artigiana (con circa 3000 € minimi di INPS).
La ringrazio anticipatamente se potrà fornire ulteriori informazioni in merito.
20 Settembre 2011
pipesifDott. Grilli Grazie,
ho seguito il suo consiglio ho riletto tutto il post ma onestamente (mea culpa sono davvero scarso in materia) non ho ancora molto chiare le idee…
ora lei Dice a marco che è Studente
“Ciao Marco
Il tuo caso rientra nelle prestazioni occasionali, non devi aprire p.IVA ne hai obbligo di contribuzione INPS
In sostanza incassi da Apple e dichiari in unico pf i redditi incassati tra i redditi diversi Nessuna ritenuta, IVA o INPS Semplice ma da dichiarare”
questo lo si può anche applicare ad un lavoratore dipendente?
oppure costui volendo spendere il meno possibile, solo perchè per ora i guadagni da apple sono pochi <<5000 Euro è costretto ad aprire piva con regime dei minimi.
oppure può per cortesia visto che non essendo ferrato in materia, magari sicuramente ho omesso qualcosa, fare un po il punto della situazone e specificare quali sono queste altre alternative per dichiare e/o tassare questi redditi provenienti da Apple ai lavoratori dipendenti?
Grazie ancora
Saluti
22 Settembre 2011
MarieSalve Dott. Grilli,
pongo anche io una domanda a lei, visto che è così gentile.
Da giugno ho pubblicato sull’App Store un gioco, e ancora non ho erogato una fattura, erroneamente. Posso ancora farla mettendo come causale il pagamento di questi tre mesi?
Non ho partita iva, e gli importi sono esanimi, per cui pensavo di fare la fattura come lavoro autonomo occasionale visto che sono sotto la soglia dei 5000,00 €.
E’ possibile?
Devo farla dell’importo netto senza IVA a quanto leggevo, ma a chi la intesto?
Grazie mille….
Marie
23 Settembre 2011
Dario Grilli@Marie: Non avendo p.IVA non è un soggetto IVA e quindi nond eve emettere alcuna frattura. Deve solo dichiarare gli incassi in dichiarazione dei redditi e se rimane sotto i 5.000 non preoccuparsi per l’INPS.
23 Settembre 2011
FabioGent.mo dott. Grilli,
riesce a dare un’occhiata anche alle domande 65-67?
La ringrazio anticipatamente e le porgo cordiali saluti.
23 Settembre 2011
PatriziaBuonasera Dott. potrebbe rispondere alla domanda n.65 perchè avrei urgenza di aprire la p.i, lo so che è molto impegnato ma così non posso lavorare…grazie mille in anticipo!!! 🙂
25 Settembre 2011
FlavioDomanda sul Google checkout.
Poichè lo stesso, dichiara di essere solo un sistema di tramite finanziario, ne più o ne meno di quanto lo sarebbe un posse bancomat, di fatto, il sistema emette in automatico una serie di microfatture all’utente finale da parte del prestatore…il che significa, che teoricamente, per un’applicazione di 99 centesimi venduta 1000 volte, quindi, tolte commissioni, su un netto di 700 euro, bisognerebbe emettere, stampare e registrare 1000 microfatture??
(senza calcolare che, col decadimento di un eventuale regime dei minimi, esente iva, se non sbaglio, triennale, con il subentro di un regime fiscale nominale, si entrerebbe in un incubo fiscale iva in cui andrebbe calcolata e dichiarata l’aliquota per ogni singolo paese in cui la singola applicazione viene venduta..!!!)
il punto è che, poichè si tratta cmq di fornitura di bene digitale (quindi, formalmente, la concessione elettronica di una licenza d’uso) non esiste una sorta di semplificazione per il discorso della fatturazione?
GRAZIE
26 Settembre 2011
Simona@Grilli Grazie del consiglio, era quello che stavo per fare:)
28 Settembre 2011
Giosalve
io vorrei addentrarmi nel mercato appstore Apple: ho gia una p.iva come libero professionista (informatica), quindi fatture regolari ma non sono iscritto alla camera di commercio
dal contratto Apple (in inglese) pare che Apple figuri come “commissionario” (committente?) in EU e come “rivenditore” in USA, quindi pare che in EU sia Apple la venditrice, non un tramite di vendita
la mia domanda e’ la seguente: dal momento che Apple vende (se e’ il “committente”) e quindi la “vetrina” non e’ la nostra (quindi niente camera di commercio) ma ci viene riconosciuta basicamente una royalty del 70%, non si puo’ configurare l’ipotesi di una auto-fattura come diritti (d’autore, che sarebbe appunto le royalties) ?
Tra l’altro mi risulta che siano tassate a molto meno (10% credo) qui in Italia.
grazie mille per una eventuale spiegazione
Gio
28 Settembre 2011
Gioscusate dimenticavo: per i diritti d’autore non basta il codice fiscale?
grazie in anticipo
Gio
8 Ottobre 2011
StefanoProblema grave: all’agenzia delle dogane dove sono stato proprio stamane mi hanno detto che la P.IVA LU20165772 di Apple iTunes non e’ valida perche’ non passa la verifica del VIES, ovvero pare che non l’abbiano registrata come partita IVA europea!! Risultato cercando di compilare un modulo INTRASTAT la procedura si blocca!!
Il suggerimento della Agenzia delle Dogane e’ del tipo… “telefoni e chieda ad Apple”…
Aggiungo che le sanzioni in caso di mancata presentazione del modulo Intrastat vanno da circa 500 a 1000 euro!!
Che si puo’ fare? Che disperazione questa Italia..!!
8 Ottobre 2011
StefanoAggiungo per completezza che la P.IVA di cui sopra risulta valida per l’Agenzia Entrate… ovvero dall’ente a cui si richiede di aderire al VIES… ma non all’Agenzia delle Dogane, il fatto e’ che ora che la compilazione e’ solo telematica se la procedura si blocca e’ un bel problema!!
PS) problema analogo con l’INPS mesi fa che non riconosceva come libero professionista un codice attivita’ che per l’Agenzia Entrate invece e’ valido!! Risultato ho cambiato codice attivita’ per evitare conflitti… W l’Italia! E per chi ha vissuto in USA come il sottoscritto, c’e’ da maledire il giorno che ho rimesso piede in questo paese.
10 Ottobre 2011
MarcoGentile dott. Grilli,
la ringrazio innanzitutto per le sue delucidazioni sull’argomento.
Sono uno sviluppatore iPhone/iPad e da alcuni mesi ho 2 applicazioni pubblicate sull’app store di Apple. Una di queste due applicazioni è attualmente in vendita in alcuni paesi (fra cui Sud America, Africa etc…).
Dovendo cominciare a fatturare i pagamenti che mi arrivano da Apple mi sto informando tramite il mio commercialista e tramite internet, su come gestire il pagamenti delle eventuali tasse per quei paesi che non rientrano nei paesi gestiti direttamente da Apple.
Mi spiego meglio:
Sul contratto ufficiale di Apple che viene sottoposto ai developer che vogliono cominciare a sviluppare con i loro strumenti si dice:
“Apple riscuoterà e verserà alle autorità fiscali competenti le tasse descritte nel Paragrafo 3.2 del presente Allegato 2 per la vendita delle Applicazioni concesse in licenza agli utenti finali siti nei seguenti paesi: […elenco paesi…]”
“Apple non riscuoterà né verserà le tasse descritte nel Paragrafo 3.2 del presente Allegato 2 per la vendita delle Applicazioni concesse in licenza agli utenti finali dei paesi elencati qui di seguito. Voi sarete gli unici responsabili della riscossione e del versamento di tali tasse conformemente a quanto potrebbe essere richiesto in base alla legislazione locale…”
Per quei paesi dove non è Apple a riscuotere e versare le tasse, come mi devo comportare? Purtroppo sembra che ci sia ancora molto mistero su questo argomento e spesso su internet si trovano pareri discordanti su come e cosa fare. Anche se la maggior parte degli introiti mi arrivano da Stati Uniti, Canada, Australia e Europa (che rientrano nei paesi gestiti da Apple), ho anche alcune vendite nel secondo gruppo di paesi.
Se può servire io sono attualmente nel regime dei minimi.
Il mio commercialista mi ha detto che essendo un minimo non posso ricevere pagamenti da fuori Europa, pena l’uscita dal regime dei minimi. Dai pagamenti che mi sono arrivati mi pare comunque che, anche se sono le varie filiali di Apple sparse per il mondo che si fanno carico di gestire e raccogliere le vendite dell’applicazione, il pagamento per noi che siamo in Italia arrivi sempre dall’ iTunes Sarl in Lussemburgo, è corretto?. Questo mi solleverebbe da un sacco di problemi burocratici, e non solo.
Altra questione a mio parere poco chiara è se sia effettivamente indispensabile l’invio della fattura in Irlanda oppure se è sufficiente emettere la fattura senza iva intestandola all’iTunes Lussemburgo e facendo la corrispondente Intrastat.
Grazie
10 Ottobre 2011
GioStefano,
come ti capisco….
a me la GdF (incontrata per una verifica di altro genere) mi ha detto che non potevo vendere software all’estero perche’ nei regime dei minimi (quello “facilitato” che avevo all’epoca) non potevo fare bolle doganali “europee”
gli ho fatto notare che io non “esporto” nulla, non faccio “bolle doganali” per un software, che viene uploadato o magari inviato via email
sono rimasti basiti e non hanno saputo rispondermi
sono passati 3 anni da quel giorno e ancora non sanno che pesci prendere
l’unica cosa “sicura” in Italia e’ che nel bailamme di disinformazione di tutti gli organi competenti ovviamente si trovera’ il cavillo per farti il c__o a capanna, a volte penso che incasinino le leggi apposta
cosi’, ad intepretazione, sbagliamo tutti 🙁
PS: mio post 74: ancora nessuna risposta su questo mitica dichiarazione come “diritto d’autore”?
Cosa sarebbero le royalties per voi commercialisti???
grazie
10 Ottobre 2011
Dario Grilli@ Stefano: Grazie per la segnalazione. L’elenco delle società iscritte al VIES lo si trova a questo link:
http://www1.agenziaentrate.it/servizi/vies/vies.htm
L’Agenzia delle Dogane non dovrebbe avere un elenco diverso
L’unica cosa che posso consigliarti è di stampare la corretta identificazione ed andare da loro
@ Gio: ho già scritto in emrito alla differenza tra provvigioni su vendite, diritti d’autore e cessioni dell’opera dell’ingegno. Nella maggior parte dei casi le vendite dei developer sono riconducibili a cessioni telematiche di software e applicativi. Beni immateriali riconducibili alle prestazioni di servizi che seguono tale trattamento IVA.
Per tutti: la controparte nelle vendite degli applicativi o delle pubblicità la dovete identificare VOI nel contratto accettato ed inviatovi via mail da Apple o Google, e considerare le successive eventuali rettifiche, comunicazioni e accordi “forzati successivi”
Quindi a volte nell’Itunes paid application agreement e nel Android developer agreement risulta come definizione di Apple o google la società americana, a volte per i sofggetti europei viene indicata la sede in irlanda, e così per AdSense e iAd.
Se la controparte è USA (apple Inc o Google inc) allora fattura senza IVA art 7-ter e no intrastat, se si tratta di irlanda allora fattura senza IVA ma reverse charge e intrastat.
Non importa chi paga ma con chi si è la controparte nel contratto
10 Ottobre 2011
MyriamGentile dott. Grilli,
Le scrivo per avere un parere sulla situazione che cercherò di esporre brevemente. Lavoro presso la società di mio padre, una s.r.l., e nell’ultimo periodo stiamo iniziando a pubblicare app sia per apple store che per l’android market. Fin ora abbiamo pubblicato tre applicazioni gratis su iTunes, per cui non ci sono stati problemi. Nel momento in cui volessimo iniziare a vendere, come ci dobbiamo comportare con la fatturazione? Naturalmente come società abbiamo P.I., ma per la tassazione? La ringrazio infinitamnete per la disponibilità.
Cordiali saluti
10 Ottobre 2011
Dario GrilliPresto pubblico un articolo su fatturazione e IVA per app developer. Spero risponda a tutte le vostre domande!
11 Ottobre 2011
Giograzie Dott. Grilli…. ma sono ancora confuso, deve portare pazienza
ovviamente come giustamente sostiene lei dovrei capirlo io dal contratto …. ma il contratto dell’AppStore per me e’ illeggibile: gia’ il “legalese” e’ turco per me, in piu’ mi e’ arrivato in inglese (che conosco ok, ma per tradurre dal “loro” legalese al “nostro” non basta il vocabolario)
per l’AppStore il pagamento arriva da iTunes SARL per noi europei, quindi dal Lussemburgo, quindi pure da un “paradiso fiscale”, quindi, mi faccia indovinare, ulteriori cartacce da compilare …
mi scusi se mi ripeto: ho solo notato (nel contratto) che fanno una differenza tra sviluppatori EU (dove lo store e’ definito”commissionaire”) e US (dove lo store e’ definito “agent”), allora, nella mia ignoranza crassa, ho pensato che l’ “agent” e’ solo un tramite (un “commerciale” insomma), il “commissionarie” no … altrimenti perche’ fare queste distinzioni?
quindi forse si poteva configurare come royalties = diritti = codice fiscale (che aiuterebbe non poco i ragazzi e gli studenti intraprendenti!!!) ma ovviamente e’ solo una mia patetica speranza…
inoltre, tanto per incasinare di piu’ la faccenda, c’e’ scritto che pensano loro a versare eventuali tasse locali, ergo, se loro vendono in italia una app a 0.99 si intende “IVA inclusa”, dopo loro la prendono e la versano allo stato italiano? mi pare abbastanza strano… e a che titolo? citando lo sviluppatore o autonomamente? Se lo fanno autonomamente vuol dire che di fatto l’applicazione e’ come se fosse loro?
va bene, ho fatto un gran casino … attendo con ansia il suo articolo … spero mirato ai casi (almeno i piu comuni) perche’ per noi tecnici (di altro settore) e’ una paludeeee!!! 🙂
grazie in anticipo
11 Ottobre 2011
LucaSalve Dott. Grilli,
scrivo per condividere con Lei e i vari lettori di questo Post gli ultimi aggiornamenti riguardo la vendita delle applicazioni Android attraverso il Mercato Android, a seguito di un ulteriore scambio di email con il supporto Google ed ulteriori considerazioni personali.
Innanzitutto invito tutti gli sviluppatori Android a rileggere attentamente il contratto di distribuzione in italiano all’indirizzo http://www.android.com/it/developer-distribution-agreement.html , dato che sembra essere cambiato nel corso dell’ultimo anno nelle modalita di gestione dei pagamenti (prima Google usava AdSense per versare agli sviluppatori gli introiti delle vendite, ma questo aproccio è stato abbandonato perchè adesso c’è Google Checkout).
Leggendolo, si nota inoltre che non è dichiarato in nessun punto che Google è il venditore delle applicazioni sul Mercato Android, mentre è ribadito che è lo Sviluppatore che distribuisce il proprio software agli utenti attraverso il Mercato Android.
Tornando alla gestione finanziaria, ad oggi tutte le transazioni finanziare sul Mercato Android verso lo Sviluppatore avvengono attraverso Google Checkout (che da quanto ho capito altro non è che un Paypal fatto da Google, ed ha un suo contratto a parte a questo indirizzo https://checkout.google.com/termsOfService ), con transazioni dirette tra l’Utente che acquista l’applicazione e lo Sviluppatore che la distribuisce.
Al netto di tutto, mi sembra quindi di capire che il Mercato Android è una vetrina dove sono esposti i prodotti, e che l’acquisto avviene, senza tramiti, tra l’Utente e lo Sviluppatore usando come mezzo di pagamento Google Checkout (che applica e trattiene delle commissioni sulle transazioni).
Credo che questo cambi drasticamente le modalità di gestione della vendita di applicazioni Android, dato che nella mia ignoranza finanziaria, mi sembra poco corretto emettere un’unica fattura a Google se in realtà si vende direttamente agli utenti.
Queste comunque sono supposizioni, dato che nello scambio di email che ho avuto con il supporto Google non sono mai riuscito a farmi dare una risposta esaustiva e chiara sull’argomento.
Per caso Lei è riuscito a contattare Google e a farsi dare spiegazioni più chiare e complete?
La ringrazio per il tempo che ci sta dedicando,
Luca.
11 Ottobre 2011
Dario Grilli@Gio: è davvero complicato, anche per noi comemrcialisti, spero che l’articolo chiarisca, e che non ci siano troppe modifiche nei contratti col tempo
@Luca: nel corso dell’ultimo ThinkMobile Richard Hyndman di Google ha risposto alla mia domanda confermando che è Google stessa ad emettere fattura agli end user via mail.
I dev devono fare riferimento a Google (a cui non interessa ricevere fattura comunque)
L’operazione è fuori campo IVA art 7-ter. Nell’ultima versione del contratto occorre ricostruire chi è la controparte, se Irlanda o USA. In un caso c’è da fare Intrastat e nell’altro no
Per Apple, come giustamente indicato da Gio… è più complicato perchè c’è di mezzo anche il Lussemburgo che è Black List
12 Ottobre 2011
pipesifGrazie Dott. aspettiamo con ansia questo articolo….
19 Ottobre 2011
mattiaMolto apprezzata la sua disponibilità: in tanti attendiamo il suo articolo! Le chiedo se può fare un focus non solo per i liberi professionisti ma anche per le srl che stanno entrando nel mercato delle app.
Grazie
28 Ottobre 2011
MikeSalve, ho chiesto direttamente all’Agenzia delle Entrate. Spero possa essere di aiuto.
Un saluto.
Testo richiesta informazioni:
Salve, come seconda attivita` lavorativa, ho iniziato a realizzare software per piattaforme mobili (cellulari, tablet, ecc)la cui vendita e distibuzione sara` effettuata tramite il canale di ANDROID MARKET, dove l’applicazione viene immessa tramite la societa` GOOGLE e i quali proventi di vendita vengono poi riconosciuti dalla stessa ai distibutori delle applicazioni. Vorrei capire come attestare i suddetti proventi in sede di dichiarazione dei redditi essendo privo di partita IVA e con un contratto di lavoro dipendente. Grazie mille…Adriano Basezzi
Testo risposta:
Gentile contribuente , nel suo quesito mancano alcuni elementi essenziali al fine di un inquadranento corretto della problematica esposta . Le forniamo pertanto alcune nozioni di carattere generico: -le attività di lavoro autonomo svolte in modo occasionale cioè saltuariamente, in modo non professionale, senza vincolo di subordinazione e senza organizzazione dei mezzi, rientrano nella categoria dei redditi diversi (art. 67 comma 1 del DPR 917/86) e la determinazione del reddito avviene secondo quanto stabilito dall’art. 71 del DPR 917/86. In tal caso verrà presentata la Dichiarazione dei redditi indicando il Quadro RL dell’Unico o nel Quadro D del 730 i compensi percepiti e le spese di cui si richiede la deduzione analitica. Nel caso invece non si tratti di reddito occasionale è necessario inquadrare il reddito in oggetto e valutare le necessità di apertura della partita iva con le conseguenze dichiarative e contabili collegate. Per ulteriori informazioni la invitiamo a consultare sul nostro sito http://www.agenziaentrate.it la Guide relativa all’apertura di nuova attività e a rivolgersi successivamente all’ufficio locale dell’Agenzia La presente risposta non è resa a titolo di interpello ordinario, ai sensi dell’art. 11 della Legge 212/2000, bensì a titolo di assistenza al contribuente (circ. min. n 99/E del 18/05/2000).
La presente risposta non è resa a titolo di interpello ordinario ai sensi dell’art.11 della legge n.212 del 2000, bensì a titolo di assistenza al contribuente ai sensi della Circolare Ministeriale n.99/E del 18/05/2000.
Agenzia delle Entrate
Centro di Assistenza Multicanale
di Torino
Contact Center
IL DIRETTORE
Francesco Ferrigno
1 Novembre 2011
Lucaun ringraziamento a Mike che ha contattato l’Agenzia delle Entrate.
Ho provato a cercare l’art. 71 del DPR 917/86, ma parla di : “…Svalutazione dei crediti e accantonamenti per rischi su crediti”
ma qualcuno sa cosa c’entra con la determinazione del reddito di cui parla l’Agenzia?
2 Novembre 2011
Dario GrilliIl ritardo nella pubblicazione dell’articolo dipende da una straordinaria lentezza dell’agenzia delle entrate nel rispondere al mio interpello. Non dovesse rispondere per iscritto vi indicherò le mie conclusioni non confermate definiviamente.
Mi dispiace ritardare tanto ma preferisco pubblicare solo pareri certi e inoppugnabili.
@Mike: ogni risposta dell’agenzia entrate è utile! Certo che questa è generalistica al massimo.
Intanto confrermo a tutti che non è obbligatorio aprire partita IVA e anche i dipendenti full time possono sviluppare e pubblicare app come lavoro autonomo occasionale, anche se superiore ad euro 5.000.
Occorre però valutare caso per caso tutti gli adempimenti necessari o utili
2 Novembre 2011
Dario Grilli@Luca: mi sa che hai un vecchio testo unico. Il nuovo art. 71 è quello che parla delle basi imponibili. Al comma 1 parla proprio dell’utilizzo di opere dell’ingegno acquistate da qualcuno (a titolo oneroso), tassate al 75%.
Per la cronaca adesso l’art sulla svalutazione crediti (ex 71) e divenuto l’art. 106
3 Novembre 2011
DomySalve Dott. Grilli le scrivo perchè anche io ho pubblicato delle app sia su AppleStore che su Android Market per ora gratuite.Sono un lavoratore autonomo con p.iva (da 8 anni) e il mio codice di attività è questo PRODUZIONE DI SOFTWARE NON CONNESSO ALL’EDIZIONE.
Volevo sapere come comportarmi per quando riguarda iad network di apple e google checkout, se il mio regime fiscale è idoneo o meno. Grazie per la disponibilità.
5 Novembre 2011
EmilioBuongiorno Dottor Grilli,
volevo avere, ove possibile, la seguente informazione: sono un lavoratore a collaborazione coordinata e continuativa. Da alcuni mesi sto sviluppando un’app per android. Avevo intenzione di pubblicarla free sul market android e nel caso vendere servizi aggiuntivi mediante in-app billing. Cosa dovrei fare per regolamentare fiscalmente l’applicazione?
La ringrazio per la disponibilitá,
Emilio
P.S. L’app userebbe un servizio a pagamento il cui costo ammonta a 150€ mensili, che pertanto impatta notevolmente sul bilancio dell’applicazione.
10 Novembre 2011
TommasoEgr Dottor Grilli,
sono uno studente universitario e sto sviluppando qualche app (per divertimento) per windows phone. Non sono affatto pratico nel campo “finanze” e non ho partita iva..
Considerando che il mercato per w.p. è abbastanza acerbo per adesso, quindi i guadagni potrebbero anche essere bassissimi (meno di qualche centinaio di euro)…
Come dovrei muovermi?
ho letto l’articolo ed i vari post, ma non sono riuscito a trarre conclusioni autonomamente..
La ringrazio anticipatamente
10 Novembre 2011
Alessio92Innanzitutto grazie in anticipo per l’attenzione, mi chiamo Alessio e ho 19 anni…studio ingegneria informatica e con un amico abbiamo iniziato a creare applicazioni per iphone. Non ho molte nozioni di economia e così il mio amico, infatti è da qualche giorno che stiamo girando il web per capire cosa fare per non essere considerati evasori fiscali…A tutti gli effetti sia io che il mio amico non abbiamo alcun reddito salvo questo, e prevediamo di non oltrepassare per i prossimi anni più di 10000 euro l’anno di guadagni… E’ necessario aprire una partita iva per essere in regola o con una dichiarazione dei redditi si più risolvere annualmente questo problema?
11 Novembre 2011
Alessio92Errata corrige, volevo dire 5000